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martedì 16 novembre 2021

Recensione Un caso speciale per la ghostwriter di Alice Basso - Vani Sarca #5

Tra le recensioni che dovevo assolutamente recuperare c’era quella del romanzo conclusivo di Alice Basso, dove salutiamo definitivamente Vani Sarca.

Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell’editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell’uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l’aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all’uomo che l’ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, stringe le vite di tutte le persone a cui ha imparato a volere bene.
 
Un caso speciale per la ghostwriter - Alice Basso - Vani Sarca #5
Fiction - Garzanti - 2 maggio 2019 - p. 384- € 17,90 - € 6,90
Il romanzo inizia dal punto in cui il precedente era finito, con Enrico Fuschi il capo di Vani, direttore della casa editrice L’Erica che compie un atto per lui molto forte e difende Vani perdendo conseguentemente il posto. Dopo questo coraggioso evento sparisce. Così Vani, il commissario Berganza e Riccardo Randi insieme alla stagista e alla segretaria di Enrico si ritrovano a seguire diversi indizi per ritrovarlo e risolvere la situazione.

Come tutti i romanzi che caratterizzano la scrittrice la storia che abbiamo davanti è semplice e di puro intrattenimento, ma quello che rende speciale a mio avviso l’intera serie è oltre a una protagonista originale caratterizzata alla perfezione tanto da credere che fosse un personaggio reale, sono le storie che ruotano intorno alla vicenda principale. Trame che si intersecano, stemperano la tensione, fanno sorridere o scaldano il cuore. I personaggi come Morgana o Irma protagonisti di storie in secondo piano sono alla fine complementari alla storia e aiutano il lettore ad affezionarsi ancora di più alla protagonista.

Sicuramente questo ultimo libro risente del fatto di essere appunto quello conclusivo e quindi anche la storia non è particolarmente brillante ma si legge d’un fiato e da metà in poi è un turbine di emozioni.  Non avrei mai pensato di leggere una storia d’amore così bella e pura ed emozionarmi a tal punto.

Mi mancherà molto Vani e tutta la compagnia che le ha ronzato attorno per cinque libri ma sono felice di averla salutata con un finale degno. Sicuramente è una serie che consiglio a tutti. Una di quelle coccole da rileggere quando si vuole stare bene.



Buona lettura!

giovedì 29 luglio 2021

Recensione Il morso della vipera di Alice Basso - Anita #1

Di Alice Basso ho letto tutto. E questa seconda serie non poteva essere da meno. Ho letto in giro parecchie critiche di persone legate a Vani, ma secondo me Anita ha del potenziale e non vedo l'ora di scoprilo tutto.

Il suono metallico dei tasti risuona stanza. Seduta alla sua scrivania, Anita dattilografa le storie della rivista Saturnalia: detective dai lunghi cappotti che tra una sparatoria e l'altra hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo. Eppure le pagine di Hammett e Chandler che il suo affascinante editore Sebastiano Satta Ascona traduce, le fanno scoprire il potere delle parole. Un potere che va ben oltre la carta. Anita ne rimane affascinata. Proprio lei che non ha mai letto nulla. Ma se Anita si trova ora a lavorare per una rivista di racconti gialli la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che poi alla fine così tanto male non sono. Anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa. Forse per questo quando un'anziana donna viene arrestata e tacciata da tutti come pazza perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l'unica a crederle. Eppure quelli non sono anni in cui dare spazio ad una visione obiettiva della realtà. Il fascismo è in piena espansione. Il cattivo non viene quasi mai sconfitto. Anita deve trovare tutto il coraggio che ha e l'intuizione che le hanno insegnato i suoi amici detective per indagare e scovare il bandolo della matassa. Perché una donna può tenere in mano un filo non solo per cucire e rammendare, ma per far sentire la sua voce.
 
Il morso della vipera - Alice Basso - Anita #1
Historical Fiction - Garzanti - 13 maggio 2021
p.320 - €12,00 - €3,99
  

Anita Bo è la nuova protagonista di Alice Basso ed è esattamente l’opposto dell’amata Vani Sarca. È briosa, frizzante e civettuola e vive nella Torino del 1935, un periodo storico difficile in cui la situazione della donna era ancora molto arretrata. Quando Anita decide di trovarsi un lavoro per prendere tempo prima del matrimonio con Corrado, non pensava che si sarebbe invischiata in una storia più complessa che l’avrebbe sì messa in pericolo ma anche dato moltissime soddisfazioni.
 
Non vado oltre col racconto per non svelare la trama che alla me lettrice senza aspettative ha piacevolmente stupito. Mi è piaciuta molto l’ambientazione, il fatto che la Basso tocchi diversi temi importanti non solo come la situazione della donna all’epoca ma anche come il fascismo abbia influenzato a tutto tondo le varie categorie di persone, dal genere alla “classe sociale”, raccontando anche episodi molto tristi e ricordando al lettore la violenza e il male che in Italia c’è stato.
 
La scrittura della Basso è fluida. Riesce a farmi partecipe della storia, a farmi battere il cuore e a farmi sospirare. Inutile dire che ho già acquistato il secondo volume della serie e che conto di leggerlo questo autunno. 
 
La Basso si rivela una garanzia, per me imperdibile MA ANCHE PER MIA MAMMA E MIA SORELLA, e mi sento di consigliarla non solo a chi ha amato Vani Sarca ANCHE SE È DOVEROSO NON FARE CONFRONTI IN QUANTO LE PROTAGONISTE SONO PROPRIO OPPOSTE ma anche a chi non ha mai letto quest’autrice, perché la sua penna vi farà sicuramente innamorare.
 
Buona lettura!

venerdì 13 settembre 2019

Recensione: La scrittrice del mistero di Alice Basso - Vani #4

Buongiorno lettori! Come promesso oggi vi parlo del quarto romanzo di Alice Basso che vede la svolta nella vita di Vani Sarca, la ghostwriter più amata dai lettori. Mi avvicino ahimè al termine di questa serie che se da un lato non vedo l'ora di scoprire cosa riserverà il futuro a Vani, dall'altro so che mi mancherà moltissimo il suo modo ironico e sarcastico che mi ricorda Daria, protagonista della serie animata degli anni '90 che trasmettevano su MTV.

La scrittrice del mistero
Vani #4

Alice Basso
Garzanti
320
9,99

17,90
26 aprile 2018
#incipit#

Per Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché così può scrivere nel chiuso della sua casa, in compagnia dei libri e lontano dal resto dell’umanità, per la quale non ha una grande simpatia. Ma soprattutto perché può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura. Una empatia innata da cui il suo datore di lavoro sa come trarre vantaggio. Lui sa che solo Vani è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori viventi di thriller del mondo. E non importa se le chiede di scrivere una storia che nulla ha a che fare con i padri del genere giallo che lei adora, da Dashiell Hammett a Ian Fleming passando per Patricia Highsmith. Vani è comunque la migliore. Tanto che la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e le ha chiesto di collaborare. E non con un commissario qualsiasi, bensì Berganza, la copia vivente dei protagonisti di Raymond Chandler: impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che i due fanno indagini a braccetto. Ma tra un interrogatorio e l’altro, tra un colpo di genio di Vani e l’altro qualcosa di più profondo li unisce. E ora non ci sono più scuse, non ci sono più ostacoli: l’amore può trionfare. O in qualunque modo Vani voglia chiamare quei crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l’happy ending va conquistato, agognato, sospirato. Perché il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Andare oltre il suo astio per aiutarlo è difficile e proteggere la sua nuova relazione lo è ancora di più. Vani sta per scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e che può tessere trame più ordite del più bravo degli scrittori.

Vani
0.1 Nascita di una ghostwriter
0.2 La ghostwriter di Babbo Natale: Un racconto di Natale di Vani Sarca

4. La scrittrice del mistero

Terminato il terzo romanzo la voglia di avere tra le mani questo seguito è stata altissima. Seguire le disavventure di Vani e dei personaggi che si interfacciano con lei è una costante alla quale sarà dura rinunciare dopo la lettura dell'ultimo e definitivo libro. In questo penultimo episodio troviamo la nostra ghostwriter in preda ai famosi crampi d'amore. Crampi che come il raffreddore hanno attaccato la sottoscritta ogni qualvolta che l'uomo d'eccezione attuava un gesto o una parola alla nostra Vani. Questa volta il caso mistery che vede protagonista sempre il commissario Berganza, è rivolto a Riccardo scrittore ed ex di Vani, vittima di uno stalker che "pare" voglia ucciderlo. Le indagini proseguiranno quindi in questa direzione e l'uomo più odiato della serie forse riuscirà a trovare una piccolissima uscita per redimersi. Il lato letterario invece è stato più interessante a mio avviso perché Vani si troverà a dover aiutare un famoso scrittore di thriller pronto a sfornare l'ennesimo romanzo banale e ricco di classici cliché. Ma quando si tratta di Vani nulla risulta banale e stereotipato. Infine dopo tre libri di flashback e incursioni presenti della famiglia Sarca ci viene svelata Laura, la sorellina di Vani alle prese con una dolorosa ma giusta separazione da quel troglodita di marito. Ci verrà spiegato come l'ingenua Laura si sia trovata sposata con figli e infelice e come, grazie alla prontezza della sorellona, riesca a riscattarsi come persona e come donna. Infine l'immancabile Morgana e i suoi problemi adolescenziali, che grazie al suo candido modo di approcciarsi a Vani riesce a smussarne gli angoli e a farle ammettere quanto adori questa famiglia allargata. Come per i libri precedenti non ho proprio nulla da dire sullo stile dell'autrice e sulle storie che inventa. Ha creato una protagonista apprezzata dai lettori e un potpourri di personaggi ad alti livelli. Ha parlato di amore in termini assoluti snocciolando diversi rapporti e ha abbattuto il muro della differenza d'età sotto ogni aspetto. Nonostante so per certo che mi mancheranno le vicende di Vani&Co, so che la storia sta per esaurirsi e appoggio la scelta di Alice Basso di chiudere con l'ultimo romanzo la serie. Approvo le sue scelte narrative e aspetto trepidante col cuore in mano di avere tra le mani l'ultimo romanzo di questa serie che io, mia sorella e mia mamma abbiamo divorato.

Buona lettura!

mercoledì 11 settembre 2019

Recensione: Non ditelo allo scrittore di Alice Basso - Vani #3

Buongiorno lettori! Proseguendo sulla strada delle recensioni questa settimana vi parlo del terzo, quarto VENERDì e novella di Alice Basso che vede protagonista la strepitosa Vani Sarca. A Natale spero proprio di ricevere l'ultimo romanzo che custodirò con gelosia perché sarà anche l'ultimo della serie!PIANGE COPIOSAMENTE Nella speranza che la scrittrice esca con qualche nuova storia che sappia attrarci proprio come ha fatto la nostra Vani.

Non ditelo allo scrittore
Vani #3

Alice Basso
Garzanti
320
9,99

16,90
18 maggio 2017
#incipit#

A Vani basta notare un tic, una lieve flessione della voce, uno strano modo di camminare per sapere cosa c’è nella testa delle persone. Una empatia innata che Vani mal sopporta, visto il suo odio per qualunque essere vivente le stia intorno. Una capacità speciale che però è fondamentale nel suo mestiere. Perché Vani è una ghostwriter. Presta le sue parole ad autori che in realtà non hanno scritto i loro libri. Si mette nei loro panni. Un lavoro complicato di cui non può parlare con nessuno. Solo il suo capo sa bene qual è ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani può trovarlo, seguendo il suo intuito che non l’abbandona mai. Solo lei può farlo uscire dall’ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare. Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l’unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun’altra donna riuscirà mai a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere come mai l’abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che rompa ogni schema della razionalità e della logica.


Questo terzo romanzo che vede protagonista la ghostwriter Vani Sarca mi ha emozionato ancor più dei precedenti. Oramai si sa come si svolgono i romanzi di Alice Basso: due filoni narrativi giallo-mistery e letterario, la protagonista che si snoda tra i due percorsi, due uomini interessati che vanno a creare la parte romance della vicenda e tanti piccoli aiutanti come Morgana e Irma. Il tutto punteggiato da flashback del passato di Vani che ci portano non solo a scoprire in ogni libro qualcosa in più su di lei ma ci fanno notare anche il suo percorso di crescita personale. Questa volta la parte mistery vede il commissario Berganza alle prese con un giro di traffico di droga da sventare. Berganza tenterà in ogni modo di tenere Vani lontana dal pericolo ma si sa che il richiamo del proibito è più forte di ogni cosa. Per quanto riguarda il lato letterario la nostra eroina dovrà scovare lo scrittore di un vecchio bestseller e tentare di riportarlo alla ribaltata, un problema se si tratta dell'uomo più scorbutico e intrattabile della terra. Ed è qui che entra in gioco l'ex di Vani, lo scrittore Riccardo che tenterà con un'inversione di rotta di provare a riconquistarla. Ma Vani non sa ancora che il suo cuore oramai è stato rapito da un altro. Non ho nulla da dire sullo stile di scrittura, pulito semplice e lineare, coinvolge, attrae ed emoziona. Le due storie sono interessanti, intervallate l'un l'altra e anche se la parte mistery non è a livelli adrenalinici rientra perfettamente in questo tipo di narrativa. Non ho critiche da fare se non consigliarvi la lettura della serie se ancora non l'avete letta, o di proseguirne la lettura se siete arrivati fin qui. Alice Basso vi saprà appassionare e finirete per leggerla tutta d'un fiato.
Un breve commento al breve racconto 47 pagine che racconta di come Vani per sfuggire alla famiglia durante la festa di Natale, finisca a casa della vicina con una Morgana di 7 anni, e si ritrovi a svelare il mistero del regalo scomparso e a dover eseguire il suo primo lavoro di ghostwriter impersonando Babbo Natale!Inutile dire che questo racconto prequel ci mostra già come la protagonista che tanto amiamo, nonostante il suo cinismo, sia una persona buona e ricca di sorprese. Ve lo consiglio se non avete ancora conosciuto Vani ma anche se siete lettori accaniti della serie, perché di Vani Sarca non se ne ha mai abbastanza!

Buona lettura!

mercoledì 5 giugno 2019

Maggio in libreria

Buon pomeriggio lettori!Maggio si è chiuso da poco ma mi vede sempre immersa nel nero più nero. Purtroppo sembra non ci sia fine a questa melma. Ma non demordo io sono nata combattente e quindi sto dando filo da torcere a tutta la depression che vuole emergere!💪 Oggi per scacciare il malumore voglio parlarvi dei romanzi usciti a Maggio che sono entrati nella mia wl interminabile 😜 L'ultimo romanzo di Alice Basso sulla straordinaria Vani, imperdibile. Il nuovo romanzo di Alessia Gazzola che dopo la serie sul medico legale Alice Allevi ci racconta una storia giovane e fresca. Terzo romanzo per Chiara Panzuti della serie fantasy Absence. Secondo romanzo per Marie Rutkoski che prosegue la serie The Winner's Crime. Due uscite interessanti per DeA Planeta: Darkness di Leonardo Patrignani, conosciuto per la trilogia Multiversum e The Perfectionists di Sara Shepard, autrice della fortunata serie Pretty Little Liars. Infine un bel thriller psicologico che mi ha attirato fin dalla copertina, si tratta de La scelta di Gillian McAllister.

Un caso speciale per la ghostwriter
Vani #5
Alice Basso
Garzanti
384
9,90
17,90
2 maggio 2019

Ha scelto i libri come amici. Anche se a volte sono pieni di segreti.
Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell’editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell’uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l’aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all’uomo che l’ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, le vite di tutte le persone cui ha imparato a volere bene.
5. Un caso speciale per la ghostwriter

Lena e la tempesta
Alessia Gazzola
Garzanti
192
9,99
16,90
6 maggio 2019

Ognuno di noi ha dei segreti. Solo uno è inconfessabile.
Si dice che ciascuno di noi, nel corso della propria vita, accumuli in media tredici segreti. Di questi, cinque sono davvero inconfessabili. Lena ne ha soltanto uno, ma si fa sentire dentro come se ne valesse mille. Per quanto si sforzi di dimenticarlo, è inevitabile per lei ripensarci mentre dal traghetto scorge l’isola di Levura, meta del suo viaggio. Levura, dove ha passato le estati indimenticabili della sua giovinezza. Dove non rimette piede da quando aveva quindici anni. Ora suo padre le ha regalato la casa di famiglia e lei ha deciso di affittarla per dare una svolta alla sua esistenza. Perché si sente alla deriva, come una barca persa tra le onde. Perché il lavoro di illustratrice, che ama, è in un vicolo cieco. Lena non sarebbe mai voluta tornare tra quelle mura. Ma è l’unica possibilità che ha. Mentre apre le finestre e il vento che sa di mare muove le tende, i momenti dell’ultima vacanza trascorsa lì riaffiorano: le chiacchierate, gli schizzi d’acqua sul viso, le passeggiate sulla spiaggia. E insieme il ricordo di quel giorno, impresso a fuoco nella sua mente. Il suo progetto è quello di stare a Levura il minor tempo possibile per poi ricominciare altrove. Eppure nulla va come aveva immaginato. Lena non sa che la stagione che abbronza il suo viso chiaro e delicato sarà per lei molto di più. Non sa che l’isola sarà luogo di incontri inaspettati, come quello con Tommaso, giovane medico che dietro un’apparente sicurezza nasconde delle ombre. Giorno dopo giorno, Lena scopre che la verità ha mille sfumature. Che niente è davvero inconfessabile. Perché spesso la colpa cela solo una profonda fragilità.


Lena e la tempesta


La memoria che resta
Absence #3
Chiara Panzuti
Fazi334
6,99
15,00
9 maggio 2019

In questo episodio conclusivo della serie di Absence, la squadra Gamma è di nuovo riunita, ma i rapporti sono tesi e le liti frequenti: Jared e Christabel non si fidano più di Faith, dopo il periodo che ha trascorso con gli Alfa sull’isola di Bintan; Scott è l’unico a non dubitare della sua lealtà. Decisa a proteggere i suoi amici e a conoscere il vero scopo del gioco spietato che li ha resi invisibili al mondo, Faith segue le indicazioni della mappa lasciatale da Ephraim, prima dell’ultima prova a Clyde River. Raggiunge così la squadra Alfa a Iqaluit, Canada, dove la ragazza comincia a scoprire la vera identità di Davon − l’uomo in nero −, i fantasmi che abitano l’impetuosa Abigail e la natura della sua attrazione verso Ephraim. A poco a poco tutti i tasselli andranno finalmente al loro posto, componendo il disegno crudele congegnato dall’Illusionista, un uomo ossessionato dal proprio passato e divorato dal desiderio di vendetta. Nella prova finale, il suo piano perverso condurrà Faith e i suoi amici a scontrarsi con i propri limiti, il dolore e la morte, ma soprattutto svelerà loro il valore dell’amicizia e la forza interiore maturata da ciascuno durante quell’atroce esperienza. Tornare a essere visibili è davvero essenziale per realizzare se stessi? Fino a che punto l’essere riconosciuti dagli altri determina la nostra esistenza? La memoria che resta è l’ultimo capitolo di un percorso di crescita personale, che dallo smarrimento dell’infanzia, dalla rabbia dell’adolescenza, approda alla consapevolezza dell’età adulta. La storia di quattro ragazzi che affrontano la battaglia più grande: diventare adulti in un mondo che li ignora, cercando di definire se stessi.

Absence
1. Il gioco dei quattro
2. L'altro volto del cielo
3. La memoria che resta


The Winner's Crime. La vendetta
The Winner's Trilogy #2
Marie Rutkosky
Francesca Frulla
Leggereditore
304
4,99
14,90
8 maggio 2019

Un matrimonio reale è il sogno di ogni ragazza: sfarzo, festeggiamenti e balli fino all’alba. Ma non per la bella Kestrel, per la quale invece le nozze ormai prossime con il principe Verex rappresentano una gabbia che non le lascia via di scampo. Con l'avvicinarsi del matrimonio, vorrebbe ardentemente raccontare all'amato Arin la verità sul suo fidanzamento, se solo potesse contare su di lui... Ma di chi può ancora fidarsi, se non può credere neanche più a sé stessa? Spia in incognito alla corte imperiale, Kestrel è diventata una professionista dell’inganno: vive nella menzogna, per trasmettere informazioni agli herrani, il popolo che dovrebbe considerare suo nemico, ed è finalmente vicina a scoprire un terribile segreto. Nel frattempo Arin, che da semplice schiavo è diventato governatore di Herran, arruola alleati per allontanare dal suo Paese un pericoloso nemico ed è attanagliato dal sospetto che Kestrel sappia molto più di quanto dica, e che menta... La verità, però, può fare più male delle menzogne, e quando verrà a galla, Kestrel e Arin dovranno fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte.

The Winner's Trilogy
0.5 Bridge of Snow
1. The Winner's Curse. La maledizione
2. The Winner's Crime. La vendetta
3. The Winner's Kiss


The Perfectionists
The Perfectionists #1
Sara Shepard
Marilisa Pollastro
De Agostini - DeA Planeta
304
7,99
16,00
21 maggio 2019

Non bisogna essere perfette per sembrare perfette. Lo sanno bene Ava, Caitlin, Mackenzie, Julie e Parker: cinque studentesse modello della Beacon Heights High che pensano di non avere nulla in comune… almeno fino al giorno in cui scoprono di condividere un piccolo, insignificante segreto. Tutte odiano la stessa persona: il bellissimo e arrogante Nolan Hotchkiss, che ha lasciato una cicatrice in ognuna di loro. Così, durante la lezione di storia del cinema, escogitano un piano per liberarsi di lui. È soltanto un gioco ovviamente, nessuna pensa di andare fino in fondo. Eppure, quando tra i corridoi della scuola inizia a circolare la scioccante notizia della morte di Nolan, avvenuta con le stesse identiche modalità da loro immaginate, le ragazze diventano le prime sospettate. Ma se tutte si dichiarano innocenti, chi è allora l’assassino? Cercare di scoprirne l’identità non sarà soltanto un disperato tentativo di scagionarsi dalle accuse, ma anche un modo per arrivare a guardare in faccia la terribile realtà: ciascuna di loro potrebbe essere la prossima a morire.

The Perfectionists
1. The Perfectionists
2. The Good Girls

Pretty Little Liars
0.5 Ali's Pretty Little Lies
10. Ruthless
11. Stunning
12. Burned
13. Crushed
14. Deadly
15.Toxic
16. Vicous

Darkness
Leonardo Patrignani
De Agostini
256
6,99
14,90
28 maggio 2019

Haly Foster ha un piano. Un piano infallibile che finalmente la porterà lontano da Little Crow e dalla casa-famiglia che la ospita da quando i suoi genitori sono morti in circostanze misteriose. Il piano è semplice: aspettare il momento giusto, approfittare del buio e scappare. Andarsene per sempre dal luogo che ha inghiottito ogni ricordo felice. Niente potrà farle cambiare idea, niente potrà costringerla a restare. Almeno, questo è ciò che crede… Ma il giorno in cui Haly percorre la statale che conduce fuori da Little Crow, zaino in spalla e cappuccio della giacca a vento sulla testa, una densa cortina di nebbia si leva da terra e circonda l’intero paese. Il tempo si ferma. La corrente smette di funzionare. L’oscurità cala su ogni cosa. Una barriera invalicabile impedisce a Haly di lasciare Little Crow, ma questa volta la ragazza non ha intenzione di restare a guardare. E così insieme a una coppia di improbabili amici, Owen, l’eccentrico direttore del giornalino scolastico, e Brian, l’appassionato collezionista di fumetti, Haly dovrà trovare un modo per dissipare la nebbia che avvolge le strade della città… e forse il suo stesso cuore.

Darkness

Multiversum Saga

La scelta
Gillian McAllister
Valentina Zaffagnini
Nord
412
9,99
18,60
28 maggio 2019

Due possibilità. Due scelte. Due storie.
Dopo aver passato la serata con la tua migliore amica, stai tornando a casa, da sola. Non c’è nessuno in giro. Poi senti il rumore che ogni donna teme. Passi. Qualcuno ti sta seguendo. E si avvicina. Tu sei sicura che sia lui: il tizio che ti ha importunato al bar. Insistente, molesto. I passi sono sempre più vicini. Ormai lui è proprio alle tue spalle. E allora reagisci d’istinto. Ti giri. Spingi. L’uomo perde l’equilibrio e cade lungo la scalinata. Poi rimane immobile, con la faccia a terra. E adesso? Devi fare una scelta. Restare. Chiami un’ambulanza. Soccorri l’uomo, e scopri che non è quello del bar. Ora devi convincere la polizia, tuo marito, la tua famiglia e i tuoi amici che sei innocente. Che eri in pericolo. Che non hai fatto nulla di male. Che è stato un incidente. Riuscirai a dimostrarlo? Scappare. Ti guardi attorno. Nessuno ha visto niente. Te ne vai. E il giorno dopo scopri che l’uomo è morto. E che non era quello del bar. Ora devi solo distruggere tutte le prove che possono collegarti a lui. E mentire, a tutti. A tuo marito, alla tua famiglia, ai tuoi amici. Riuscirai a resistere?

Buona lettura!

martedì 12 marzo 2019

Incipit: L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome

Buon pomeriggio lettori! Febbraio è stato un mese molto sonnolento per la sottoscritta, ho prodotto poco. Questo mese sto provando a organizzarmi diversamente, vedremo se funzionerà. Intanto oggi vi voglio proporre l'incipit del primo libro di Alice Basso con protagonista Vani Sarca la ghostwriter che mi ha rubato il cuore.
1.
SCRIVI QUELLO CHE CONOSCI


  In molti amano l'odore della carta.
  Alcuni ne vanno proprio pazzi. Quando comprano un libro, se lo avvicinano al naso e aspirano forte chiudendo gli occhi. Talvolta mugolano. Se entrano in una biblioteca, inspirano a pieni polmoni come fossere in alta montagna, poi estraggono un vecchio volume dal primo scaffale e ci tuffano la faccia con l'intenzione apparente di baciarlo.
   L'odore della carta, in realtà, è odore di morte. E non mi riferisco agli effluvi chimici della carta dei libri nuovi, che sanno all'incirca di bistecca di soia. I libri vecchi, proprio loro, quelli dal profumo inconfondibile, in realtà odorano di cellulosa in decadimento. In pratica, di marcio. Quindi c'è gente che va matta per un puzzo di marcio e morte e nemmeno lo sa. Io invece sì, perché nel 2012 ho dovuto scrivere un testo che conteneva nozioni di arte tipografica e mi sono fatta una cultura su queste cose, e da allora lo studio di Enrico Fuschi, che è il tempio dell'odore della carta, mi fa vagamente schifo.
   Lo studio di Enrico Fuschi, direttore editoriale delle bicentenarie Edizioni L'Erica nonché il mio capo, è al terzo piano di un palazzo storico nel pieno centro di Torino, uno di quei posti infami in cui non riuscirai mai a parcheggiare la macchina, e in cui i portoni sotto i portici hanno citofoni d'ottone con pochi nomi e molti numeri. Non è uno studio enorme, soprattutto perché le scaffalature di legno alte fino al soffitto e sovraccariche di prime edizioni (da cui l'odore) gli sottraggono una superficie calpestabile pari alla metratura di casa mia. Ha i pavimenti di graniglia di marmo a disengi geometrici, pochi mobili in stile, gli infissi in legno scuro lavorato. E' vecchio. Sa di vecchio. Il che vuol dire che è perfetto, per essere lo studio del capo di uno dei più antichi e affermati gruppi editoriali d'Italia. Lasciamo alle tipografie di fiducia i macchinari imponenti e la modernità dei software di impaginazione e fotoritocco: lasciamo ai magazzini dei distributori l'atmosfera gelida dei neon e dei capannoni; lsciamo all'open space segretaria, prima porta a destra dopo l'anticamera, la schiera di Apple 27 pollici e le poltrone ergonomiche. Questo è lo studio del direttore editoriale, e non c'è niente di male a mantenerlo uguale a sé stesso da duecento anni - tranne che per il laptop di Enrico aperto sulla cattedra di legno e i suoi due smartphone appoggiati in cima a una pila di ristampe.
   La porta si apre con il cigolio che solo le porte che sono uguali a sé stesse da duecento anni sanno emettere, ed entra un tizio sui cinquanta, alto, secco ma dal busto a pera, con giacca e cravatta e occhiali dalla montatura spessa e quadrata. Potrebbero essere stati aquistati l'altroieri assecondando la moda imperante del vintage, che sta appunto rilanciando alla grande le montature anni Settanta. Odio la moda del vintage. Mi sballa tutte le deduzioni. Ora per esempio non so se ho davanti un trasandato intellettuale che vive fuori dal mondo o un vanitoso fighetto in crisi di mezz'età.
   L'uomo marcia verso la scrivania, da dietro la quale, contemporaneamente, Enrico Fuschi sta emergendo per venirgli incontro. Enrico è semicalvo e bassetto. Gli arriva al labbro inferiore. Si stringono la mano.
   «Dottor Mantegna, che piacere», dice il mio capo.
   «Buongiorno, dottor Fuschi. Tenga, le ho portato un piccolo omaggio.» Depone fra le mani di Enrico un tubo di latta azzurro e argento. Da come sia lui che Enrico lo maneggiano, o è molto pesante o contiene Gesù bambino. «Un Bruichladdich invecchiato sedici anni. Se le piace lo scotch, questo è quello ceh personalmente prediligo. Comunque sia andata la giornata, un sorso la sera non me lo leva nessuno.»
   Dilemma risolto. Vanitoso fighetto.
   «Si accomodi, dottore.» Enrico appoggia il tubo di latta sulla scrivania, facendogli posto fra due pile di tascabili. «Allora, è contento?»
  «Per l'intervista? Ma sì, che dire», e allarga le braccia come i preti quando invitano i fedeli alla sopportazione. «Ce la facciamo andare bene.»
   Enrico si lascia sfuggire una di quelle risatine che fa quando non ha affatto voglia di ridere.
«Suvvia! Le procuriamo un'intervista a /Che tempi/ il sabato sera e non è entusiasta? Dovrebbe fare i salti di gioia.»
   «Per carità», si affretta a rettificare Mantegna. «Lo so che è una bellissima cosa. Solo che, be', io sono uomo di cultura, di accademia, di laboratorio. Queste frivolezze, la TV...non rientrano tanto nelle mie corde, capisce.»
   Ma certo. Infatti è tipico di un neurochirurgo che non ama frivolezze come la celebrità televisiva decidere di scrivere - no, meglio: di /farsi/ scrivere - un libro di divulgazione intitolato /Fatti non foste a viver come bruti. Il meglio dell'essere umano spiegato attraverso la biologia/, in cui il grande luminare, che non si spreca ad aggiungere nulla di originale ma si limita a cucire insieme studi altrui, promette di dimostrare perché empatia, generosità, cooperazione eccetera siano impulsi biologicamente rintracciabili in specifiche funzioni dell'apparato neuronale. Un bel tema, in effetti. E, soprattutto, molto di moda. Il genere di saggio colto ma amichevole perfetto per essere regalato a Natale agli amici che guardano programmi di divulgazione culturale. O per farsi invitare come ospeite ai programmi di divulgazione culturale.
   Enrico fa finta di non aver pensato la stessa cosa. «Be', non c'è niente di male nell'essere popolari», sorride.
   «Una necessità, soprattutto», sospira Mantegna come se gli spiacesse. «A volte cedere un poco alla massificazione è l'unico modo per guadagnare l'attenzione delle autorità e la conseguente assegnazione dei fondi. Come dicono nei film? Uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo.»
   Enrico rifà la sua risatina fasulla e decide di cambiare argomento. «Hai già ricevuot le domande? Che ne pensa?»
   «Cosa vuole», insiste Mantegna, «avrei sperato in qualcosa di più scentifico, ma non si può pretendere che il conduttore voglia sapere, che so, come e perché la tradizionale catalogazione delle aree cerebrali di Brodmann vada attualizzata...o la differenza di risposta agli stimoli visuo-motori fra i neuroni ordinari e i neuroni specchio. D'altra parte, il livello culturale di /Che tempi/ non è nemmeno così basso come quello di tanti altri talk show, quindi non è che possa lamentarmi.»
   «Strano, invece sembra che possa benissimo», dico io, e a questo punto succede una cosa strana: Mantegna, che fino a ora non s'è minimamente accorto della mia presenza, fa una specie di salto sul posto senza staccare il coccige dalla sedia, come uno di quei pupazzi snodati che si allungano premendo un pulsante sul piedistallo. Si gira di colpo nella direzione da cui è venuta la mia voce, cioè l'angolo della stanza fra la porta e la libreria. Lì c'è una poltroncina di velluto verde, e dentro la poltroncina di velluto verde, con un vecchio libro puzzolente a caso fra le mani, ci sono io.
   «Oh! Non l'avevo vista!» esclama monsieur de La Palisse. «Da quanto tempo è lì?»
   Enrico trattiene un sospiro. So che è da quando è stato fissato questo incontro che ha temuto questo momento. Ha paura che io lo metta in imbarazzo, e non riesco a dargli torto. «Dottor Mantegna, ho il piacere di presentarle la nostra Vani, ehm, dottoressa Silvana Sarca.»
   Mantegna esita un istante. Anche lui, ora, è preda di un evidente dilemma. Non sa se alzarsi e venirmi incontro a stringermi la mano (due buone ragioni; 1, sono una signora e sarebbe educazione; 2, sono la persona che ha scritto il libro che poi lui ha firmato e grazie al quale la sua carriera s'è impennata) o se rimanere seduto attendendo che mi alzi io ( una buona ragione: lui è la star, e io una semplice dipendente della casa editrice, anzi, uan di quelle meno popolari, di cui nessuno ama parlare).
   Alla fine decide di rimanere seduto.
   Anch'io.
   «Così lei è la famosa signorina Sarca a cui io devo tutto», commenta il luminare con tono eccessivamente scherzoso. Registro «signorina» al posto di «dottoressa». Potrei offendermi, se solo me ne fregasse qualcosa.
   «Bene, bene... E' giovane, eh?» sorride, rivolto a Enrico, come se stesse parlando del suo cane. Non lo sono. Ho trentaquattro anni. Ma in effetti ne dimostro ventiquattro. Una gran cosa, in teoria, ma la verità è che sul lavoro è una gran rottura, perché tendi a non essere mai presa sul serio. Come adesso, per esempio. «Eh eh... Caspita», continua infatti Mantegna, «pensate se si sapesse in giro che il libro di un neurochirurgo dall'esperienza trentennale è passato per le mani di... di una ragazza così giovane.»
   Dice «è passato per le mani» ma quello che la mente di tutti e tre i presenti, lui compreso, immediatamente traduce, è: «E' stato scritto da». Perché è questo che è successo. Lui ha avuto l'idea dell'argomento. Lui mi ha spiegato in alcume fumose e-mail - non a caso questa è la prima volta che mi vede in faccia - le linee guida per lo sviluppo dei singoli capitoli. Lui mi ha inoltrato le password per accedere all'archivio accademico delle riviste scientifiche e mi ha segnalato gli studi da citare. Il resto l'ho fatto io. Perché è questo il mio mestiere: solo la ghostwriter delle Edizioni L'Erica.
Buona lettura!