mercoledì 11 dicembre 2019

Recensione: Fredda è la notte di Carlene Thompson

Buona sera lettori! Torno a recensire gli ultimi romanzi letti durante l'anno ma di cui non ero ancora riuscita a parlarne. Oggi tocca a Carlene Thompson con Fredda è la notte di cui trovate l'incipit molto esaustivo. Per chi non la conoscesse lei è una scrittrice di romanzi gialli con molto talento di cui ho tutti i romanzi pubblicati (e letti tutti tranne l'ultimo). Vi lascio alla trama e al mio spassionato parere e vi auguro una buona serata!

Fredda è la notte
Carlene Thompson
Marzia Luppi Cortaldo
Marcos y Marcos
352
13,99
22 luglio 2010

#incipit#

Blaine è ricca e bella, e in paese tutti la invidiano e un po’ la detestano. Ma per Blaine, negli ultimi mesi la vita si è fatta davvero difficile. Suo marito Martin è morto in circostanze poco chiare. C’è chi è convinto che si sia suicidato, altri che sia stato assassinato. E c’è chi insinua che a ucciderlo sia stata lei, per mettere le mani su un ingente patrimonio. Anche Robin, la figliastra cui vuole molto bene, la tratta con distacco e sospetto. Ma c’è di peggio. Una mattina, il cane di Blaine, Ashley, trova il corpo di Rose, la migliore amica di Robin sulla riva di un torrente, nel bosco vicino a casa. Il terrore si diffonde per il paese, mentre un muro di gelo si erge attorno a Blaine, che non dispone di alibi accettabili, e si trova immancabilmente a pochi passi da ogni delitto, nel momento esatto in cui accade.

Fredda è la notte
Il nostro segreto
Ancora viva

I gialli sono un altro genere che prediligo. Dai maestri Agatha Christie e Arthur Conan Doyle, sono sempre alla ricerca di quegli autori che sappiano coinvolgermi nelle trame, non mi facciano capire chi sia il colpevole stupendomi positivamente alla fine e abbiano una caratterizzazione dei personaggi che te li faccia apprezzare anche se dopo poche pagine sono assassinati. Ecco in Carlene Thompson c'è tutto questo. Certo nonostante ogni sua storia sia diversa, la base di partenza si assomiglia sempre tutta. Si parte infatti con un omicidio come potete notare dall'incipit, visto dalla parte della vittima. Poi c'è il ritrovamento del corpo da parte della donna (sono sempre donne) protagonista. Protagonista che è quasi sempre invischiata non solo con lo sceriffo ma anche direttamente nel caso. Come potete trovare anche nella trama Blaine o meglio la sua cagnolona ritrova morta nella sua proprietà un'amica della figliastra. Il marito di Blaine morto da poco suicida getta addosso a lei l'onta del dubbio in cui forse sia stata lei ad assassinarlo. Quindi in questa situazione di sospetto ritrovare un cadavere di una conoscente non è proprio ideale. Il libro si snoda tutto intorno all'indagine e a una serie di omicidi che colpiscono le persone intorno a Blaine. Il finale mi fa trovare un colpevole che non avevo previsto e mentre chiarifica la storia mi fa anche complimentare con l'autrice per avermi gabbata un'altra volta. La presenza della cagnolona Ashley, ma spesso l'autrice inserisce cani,  mi fa apprezzare ancora di più la sua storia perché personaggio attivo nella vicenda di Blaine. Infine non posso che essere sempre piacevolmente colpita dalle descrizioni accurate e per nulla prolisse dei personaggi. Mentre si legge sembra sempre di vivere nella stessa cittadina dei protagonisti e di conoscere alla perfezione tutte le persone nominate che la popolano. Nonostante siano romanzi ambientati ai giorni nostri, hanno sempre quell'aura di vecchio stile, un po' come la signora in giallo per intenderci. Ci sono cellulari e pc però non vengono sbattuti in faccia al lettore, lasciano quel sapore di vecchio giallo misto al moderno. In pratica se amate il genere Carlene Thompson fa sicuramente al caso vostro.

Buona lettura!

lunedì 9 dicembre 2019

Incipit: Fredda è la notte

Buongiorno lettori! Questi giorni sono per me carichi di cose da fare in preparazione delle feste di Natale, tra addobbi, pacchi e bigliettini, il tempo è sempre quello che manca alla fine della giornata. Nonostante tutto riesco a leggere abbastanza e il giallo che ho quasi terminato sarà presto fonte di post dedicati. Ma oggi voglio parlarvi di Carlene Thompson e del suo Fredda è la notte. Per chi non la conoscesse è un'autrice di romanzi gialli un po' vecchio stampo, ovvero l'ambientazione è ai giorni nostri ma il modo di raccontare, di descrivere le scene dell'autrice ricorda molto la regina Agatha Christie. La particolarità delle sue storie è quella di aver come protagoniste sempre donne all'apparenza fragili ma che in realtà sono coraggiose e combattive. Vi lascio all'incipit e in settimana alla recensione completa!

Prologo

 Si sforzò di aprire gli occhi. Per prima cosa vide un grappolo di stelle sullo sfondo del cielo nero come la morte, poi qualcuno chinarsi su di lei. "Ancora sveglia?" chiese.
 Le erbacce le irritavano il viso. Alzò la testa. "Per favore..."
 "Per favore cosa? Vuoi che ti lasci andare? Non posso. Non più".
 Le vennero le lacrime agli occhi. Accidenti, stava sognando? No. Nei sogni il cuore le batteva forte, mentre ora il ritmo rallentava. Le lacrime le colarono sulle tempie poi tra i capelli.


 D'un tratto si ricordò che una volta, a cinque anni, era sgattaiolata fuori dalla sua camera per esplorare la casa in costruzione accanto alla sua. Era diventata un'attrazione irresistibile non appena le avevano detto che era pericolosa, che non avrebbe dovuto andarci mai. Dopo essere scesa al piano di sotto in punta dei piedi, mentre gli altri guardavano la televisione, era uscita dalla porta sul retro, rischiando di inciampare nei lacci sciolti delle sue scarpe da ginnastica che spuntavano dalla lunga camicia da notte. Si era aggirata per il cantiere in punta di piedi, euforica, rifiutandosi di trovare deludenti le assi, le carriole e le macchine che di giorno scavavano l'enorme buca. Il nonno le aveva spiegato che sarebbe diventata la cantina. Guardandosi attorno si era sforzata d'immaginare tutto quello spazio ingombro di vecchi mobili e libri come la loro, anche se in realtà sarebbe stata molto diversa; sempre secondo il nonno, i nuovi proprietari intendevano ricavarci una sala giochi, con tavoli da ping-pong e "altre diavolerie" per far divertire i figli.


 Cominciando ad annoiarsi, aveva deciso di provare l'ebrezza di sporgersi dalla buca; ma era inciampata nel laccio di una scarpa ed era precipitata, emettendo un piccolo grido solo al momento di toccare terra. Poi, mentre giaceva con la gamba rotta e dolorante, e una gran confusione in testa per la botta, si era ritrovata a guardare le stelle - le stesse che vedeva ora - e aveva pianto per il dolore, terrorizzata all'idea di restare li per sempre senza poter dire quanto fosse pentita di aver fatto una cosa tanto brutta che Dio l'avrebbe fatta morire per questo.


 Ora però aveva diciassette anni e sapeva con certezza che stava per morire. Non c'era più il nonno, che quella volta era uscito a cercarla, un'ora dopo la sua scomparsa quando si erano accorti che lei non era nel suo letto. Nessuno sarebbe venuto in suo aiuto e lei non avrebbe avuto scampo.
 Fu colta dal panico. "Non puoi farlo" disse al volto chino su di lei.
 "Lo devo fare e lo farò".
 Alzò la testa. Respirava a fatica. "Ti odio" disse a denti stretti, dando sfogo alla collera.
 "Che ne è stato della ragazzina buona e dolce che tutti conosciamo? Ora mostri il tuo vero carattere?" Seguì una pausa. "Comunque me ne infischio di quello che pensi di me e ti consiglio di risparmiare il poco fiato che ti resta".
 La ragazza tremava, si muoveva a scatti. Non era legata. Agitava le gambe perché aveva perso il controllo dei muscoli. Quando si fermarono, fu come se non facessero più parte del suo corpo. Con un gemito lasciò ricadere la testa all'indietro.
 "Così va meglio. Non vorrai continuare a rivoltarti contro di me fino all'ultimo, vero?"
 Tentò di parlare. Ti prego, non farlo, avrebbe voluto dire. Non me lo merito. Ma la sua lingua d'un tratto diventò enorme, la gola secca e si udì soltanto 'prego' e 'merito'.
 Un sospiro, poi la voce assunse un tono di gelida efficienza. "Si sta facendo tardi. E' ora di agire".


 La mano destra che si alzò su di lei brandiva un coltello da cucina. La sua lama seghettate splendeva alla luce della luna. "Avrei preferito ucciderti nel sonno, ma sei talmente testarda che non vai nemmeno a dormire quando dovresti".
 In un attimo le passarono davanti agli occhi i progetti per l'università, le partite di pallone negli anni del liceo nelle fresche sere d'autunno, il viso amorevole della nonna, il ricordo di Taffy, il suo adorato gatto, scomparso quando lei aveva sette anni, la sua auto nuova, le mani di lui che l'accarezzavano dolcemente. Gli stupendi occhi viola di zia Joan...


 Ma tutto si dissolse nella visione quasi surreale del coltello che le si conficcava nella carne. I suoi polsi erano squarciati. Il sangue tiepido le colò sulle braccia fumando leggermente nel fresco della sera. Aprì la bocca per parlare, ma tutto ciò che ne uscì fu un gemito appena percettibile. Fece un ultimo, disperato tentativo di reggersi su un gomito, ma era troppo debole e si abbandonò tra i rovi, respirando affannosamente.


 Il battito del cuore era sempre più flebile, ma il cervello funzionava ancora, seppure in modo confuso. Aveva ragione la nonna, le venne stranamente da pensare. Ripeteva sempre che il male che si ha nell'animo prima o poi si ritorce contro di noi. Le sue intenzioni erano cattive - l'aveva sempre saputo. Contrastavano con tutto quello che le era stato insegnato sulla sacralità della vita, ma lei non era l'unica a essersi comportata male.


 Una mano le afferrò il polso sinistro e l'alzò verso il coltello. Nella rassegnazione che subentra quando si è ormai completamente disperati, smise di pensare, guardò ancora una volta quel turbinio di stelle. Poi chiuse gli occhi.


Buona lettura!

lunedì 2 dicembre 2019

Recensione: La seduzione dell'ombra di Kresley Cole - Immortal after dark #17 - The Dacians #2

Buon lunedì lettori! Oggi torno a parlarvi dopo tanto di Kresley Cole e dei suoi immortali. In questo episodio troviamo la prima storia gay tra immortali. I protagonisti sono Mirceo Daciano e Caspion, già conosciuti come non protagonisti nel primo libro dei Daci.

La seduzione dell'ombra
Immortal after dark #17 - The Dacians #2
Kresley Cole

Caterina Chiappa
Leggereditore
352
4,99
16,00
27 luglio 2017
Il principe Mirceo Daciano e il suo nuovo amico Caspion, cacciatore di taglie, battono le strade di Dacia, ubriachi e alla ricerca dei piaceri della carne. Ma quella che avrebbe dovuto essere una nottata come le altre cambierà per sempre le loro vite. Dopo aver trascinato a letto uno stuolo di ninfe, da queste provocati, il demone e il vampiro si baciano, e una volta interrotto il bacio si sentono scossi, spaventati dall’improvvisa chimica esplosa tra loro. Molteplici e variabili ostacoli, però, che vanno da una condanna a morte all’esilio in una dimensione ormai devastata dalla guerra, minacciano di distruggerli e di annullare la vulnerabile e inattesa promessa contenuta in quel bacio. Anche se Mirceo riesce ad accettare Caspion come suo compagno predestinato, il sensuale vampiro deve ancora riuscire a convincere il demone che il loro legame sia per sempre. E ogni unione reale dei Daci deve ricevere la benedizione di re Lothaire, un killer imprevedibile e selvaggio… Un nuovo e imperdibile romanzo dalla regina del paranormal romance. Una storia d’amore nata nell’ombra di una passione travolgente.



Come anticipavo questo è il primo libro che l'autrice scrive in cui la coppia formata è tutta maschile. Non è il primo libro che leggo di genere e quindi mi sono approcciata serenamente alla lettura anche perché la Cole per quanto mi riguarda è una garanzia. Il mondo immortale creato, chiamato Lore, mi ha fatta innamorare sin da subito insieme alla sua componente romantica ma spesso brutale e veramente bollente. Nonostante si tratta di romanzi erotici a mio avviso non scadono mai nel volgare proprio perché la storia che sta dietro è ben strutturata e i personaggi sono caratterizzati così bene che sembra quasi di conoscerli e far parte delle loro rispettive famiglie. Come in tutti le sue storie si ripete il ciclo dell'attrazione, del dubbio su chi sia il compagno predestinato, sul malinteso e sulla risoluzione finale. In questa storia conosciamo approfonditamente Mirceo uno dei fratelli Daci, vampiri delle nebbie capeggiati da Lothaire (libro dodici) e Caspion, demone mercenario amico stretto di Bettina (protagonista dello scorso libro sui Daci, il tredicesimo). Sicuramente non è il miglior libro della serie, infatti alla storia generale non apporta alcun valore aggiunto (l'imminente Ascesa) e probabilmente la componente sessuale è un po' più spinta ma devo ammettere che nel complesso è stata una lettura che mi ha coinvolto e intrigato. Anche se a un certo punto avrei sparato all'indeciso Caspion. Ora visto che il finale è stato abbastanza cliffhanger attendo trepidante il nuovo libro sui Daci con penso protagonista la sorellina di Mirceo, Kosmina, e intanto sto cercando di recuperare il diciottesimo volume. Si lo so la saga è parecchio lunga ma la si legge d'un fiato e scalda parecchio gli animi!XD

Buona lettura!

venerdì 29 novembre 2019

Recensione: Il sognatore di Laini Taylor - Strange the Dreamer #1

Buon venerdì lettori! Terminato questa settimana, Il sognatore di Laini Taylor mi ha rapita con la sua prosa e la sua storia coinvolgente. Inizialmente diffidente sono finita ad amare tutto di questo libro e al più presto conto di leggere anche il seguito perché in questo primo romanzo di due, l'autrice mi ha lasciato col fiato in sospeso.

Il Sognatore
Strange the Dreamer #1
Laini Taylor
Donatella Rizzati
Fazi
526
6,99
14,50
5 luglio 2018
#incipit#


È il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario: Lazlo Strange ne è sicuro, ma è anche assolutamente certo che il suo sogno sia destinato a non avverarsi mai. Orfano, allevato da monaci austeri che hanno cercato in tutti i modi di estirpare dalla sua mente il germe della fantasia, il piccolo Lazlo sembra destinato a un’esistenza anonima. Eppure il bambino rimane affascinato dai racconti confusi di un monaco anziano, racconti che parlano della città perduta di Pianto, caduta nell’oblio da duecento anni: ma quale evento inimmaginabile e terribile ha cancellato questo luogo mitico dalla memoria del mondo? I segreti della città leggendaria si trasformano per Lazlo in un’ossessione. Una volta diventato bibliotecario, il ragazzo alimenterà la sua sete di conoscenza con le storie contenute nei libri dimenticati della Grande Biblioteca, pur sapendo che il suo sogno più grande, ossia vedere la misteriosa Pianto con i propri occhi, rimarrà irrealizzato. Ma quando un eroe straniero, chiamato il Massacratore degli Dèi, e la sua delegazione di guerrieri si presentano alla biblioteca, per Strange il Sognatore si delinea l’opportunità di vivere un’avventura dalle premesse straordinarie.

Strange the Dreamer
1. Il Sognatore
2. La Musa degli Incubi



Ho iniziato questo romanzo perché incuriosita dalla trama e dalla scrittura della Taylor. Ammetto che però all'inizio sono rimasta un po' spiazzata. Il modo di scrivere dell'autrice è molto dolce, poetico a tratti etereo e inizialmente mi ha confuso. Nell'incipit trovate un esempio di cosa intendo con il suo modo di raccontare così onirico, proprio come il mondo da lei creato. Ad ogni modo superate le prime pagine per abituarsi, si entra nel vivo della storia e si conoscono i due personaggi principali Lazlo Strange e Sarai. Il primo è un ragazzo orfano, bibliotecario appassionato della storia antica in particolare di una città perduta chiamata Pianto. La seconda è una ragazza blu. Lei è figlia di dei, orfana, ma con delle sorelle. Loro vivono intrappolate in una fortezza inespugnabile. Non vi svelo oltre proprio per non togliere il gusto al racconto. Sappiate solo che lui lo chiamano il sognatore e lei la musa degli incubi. La storia è originalissima, incarna il fantasy come genere, e si ha l'assoluta certezza di essere entrati in un mondo surreale, sembra un sogno complesso e articolato; i luoghi descritti perfettamente senza troppe digressioni inutili e i personaggi, villains compresi, sono stati caratterizzati così bene che leggendo mi è capitato spesso di estraniarmi dalla realtà. Alla fine ero talmente coinvolta che nel cliffhanger finale volevo urlare e ho dovuto resistere all’impulso di afferrare il sequel che ho sul comodino e iniziare a leggere. Ho atteso solo perché ho ancora un paio di romanzi aperti da concludere e quando inizierò La musa degli incubi voglio dedicarmici a tempo pieno, perché quest’autrice merita tutta la mia attenzione, attenzione che con La chimera di Praga non sono stata in grado di darle ma proprio per questo ho deciso, al termine di questa duologia, di rileggere la trilogia precedente da capo. È stato uno dei migliori fantasy letti e superato lo stordimento iniziale dato dal registro narrativo diverso le pagine scorrono fluide e staccarsi diventa quasi impossibile. Non posso quindi non apprezzare la fantasia e l'originalità dell'autrice che è riuscita a farmi vivere un'avventura magica e trasognata.


Buona lettura!

mercoledì 27 novembre 2019

Recensione: Shining di Stephen King - The Shining #1

Buonasera lettori! Quest'anno un po' per caso un po' per seguire le challenge mi sono ritrovata a leggere King in più occasioni. Questa volta è toccato a Shining che ho voluto recuperare in vista dell'uscita del film Doctor Sleep SI DEVO RECUPERARE ANCHE IL ROMANZO OMONIMO.

Shining
The Shining #1
Stephen King
Adriana Dell'Orto
Bompiani
588
6,99
14,00
20 settembre 207

#incipit#

L'Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d'inverno quando l'albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all'Overlook ed è allora che le forze del male si scatenano. Dinanzi a Danny, che è dotato di potere extrasensoriale, lo shine, si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell'albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.

King ha scritto moltissimi romanzi conosciuti e non, vi invito a visitare la pagina di goodreads per poter accedere all'intera collezione. Per quanto mi riguarda ho letto: Shining (film 1980), Colorado Kid (da cui è stata ispirata la serie tv Haven), Mucchio d'ossa, Il gioco di Gerald (film 2018), Misery (film 1990), Tutto è fatidico: 14 storie nere (contiene il racconto 1408 film 2007), IT (film 1990 e 2017), e Ossessione (introvabile) e Pet Sematary (film 2019). Mi piacerebbe leggere in tempi brevi Doctor Sleep (2019), Carrie (1947 e 2013), Il miglio verde (film 1999), Cell (film 2016) e tutte le raccolte di racconti. Poi vedremo... ;)

Più o meno tutti conoscono la storia di Jack Torrence e della sua famiglia composta dalla moglie Wendy e dal figlio Danny. Jack, ex professore, perde il lavoro per colpa dell'alcol. O meglio, la colpa è sua che si dona all'alcol perdendo completamente la ragione e aggredendo un suo studente. Così per provvedere ai suoi affetti accetta il lavoro di custode invernale del famoso Overlook Hotel. L'hotel, vuoto, ospiterà lui, moglie e figlio per l'intero rigido inverno. Sembra un'occasione per riscattarsi se non fosse che Danny di soli cinque anni, ha una sorta di premonizione che lo spaventa molto sulla sorte del trio all'Overlook. Infatti il bambino ha la capacità di sentire i pensieri delle persone che gli stanno attorno ma non è tutto, vede cose che altri non vedono e può estraniarsi e prevedere il futuro, spesso catastrofico. Su queste basi si snoda la storia dei tre Torrance. Un'analisi profonda dell'animo umano in pieno stile King. Probabilmente anche un po' dello stesso King viene messo all'interno della caratterizzazione del personaggio di Jack. Il problema con l'alcolismo, la debolezza di carattere ma la voglia estrema di migliorarsi e di tirarsene fuori per i suoi cari. È difficile già in condizioni normali figurarsi se un hotel infestato non lo spinge al limite per massacrare moglie e figlio. Una storia horror che però nasconde una gran riflessione sulla perdita della retta vita, sul sacrificio che si affronta per ritrovarla e sui fallimenti continui prima della redenzione totale. Anche in questo caso non ho avuto "paura". L'ansia però c'è stata sopratutto nella parte centrale quando il tutto era abbozzato, quando le sculture in giardino giocavano a 1-2-3 stella con i protagonisti, quando ti aspettavi che svoltando l'angolo un idrante con le fattezze di una serpe ti averebbe aggredito o quando l'ascensore si muoveva senza persone VIVE all'interno. Ho apprezzato molto questa storia, anche se come in tutti i romanzi le descrizioni in cui si perde King, spesso inutili, portano via spazio alla narrazione e al pathos che sta crescendo durante la lettura. Nonostante questo posso affermare che per adesso, per la sottoscritta, Shining, IT e Misery non deve morire sono i miei romanzi top dell'autore. Ora non mi resta che recuperare il suo sequel ambientato a distanza di anni, in cui Danny è un uomo adulto.

Buona lettura!

martedì 19 novembre 2019

Incipit: Shining

Buongiorno lettori! Questa settimana è tempo di parlare di Stephen King in particolare di Shining. Vista l'uscita del film Doctor Sleep, ho deciso di recuperare entrambi i romanzi con protagonista la famiglia Torrance e rivedere anche l'epico film con Jack Nicholson. Oggi vi lascio in compagnia dell'incipit, il colloquio di assunzione di Jack Torrance presso il famoso Overlook Hotel.

PRELIMINARI
1 COLLOQUIO DI ASSUNZIONE

Jack Torrance pensò: Piccolo stronzo intrigante.

Ullman era alto poco più di un metro e sessanta, e quando si muoveva aveva la rapidità scattante che sembra essere peculiare a tutti gli ometti grassocci. Aveva i capelli spartiti da una scriminatura impeccabile, e il completo scuro era sobrio, ma non severo. Sono un uomo al quale potete tranquillamente esporre i vostri problemi, diceva quel completo alla clientela solvente. Al personale stipendiato parlava invece in modo più sbrigativo: sarà meglio che filiate diritto, voialtri. All'occhiello spiccava un garo-fano rosso, forse per evitare che per la strada qualcuno scambiasse Stuart Ullman per il titolare dell'impresa di pompe funebri.

Mentre ascoltava Ullman, Jack ammise tra sé che, date le circostanze, con tutta probabilità non gli sarebbe piaciuto proprio nessuno, da quella parte della scrivania.

Ullman gli aveva posto una domanda che Jack non aveva afferrato. Molto male: Ullman era il tipo capace di archiviare uno sbaglio del genere in un suo schedario mentale per tornarci sopra in un secondo momento.

"Scusi?"


"Le ho chiesto se sua moglie ha capito esattamente quali saranno le sue responsabilità, qui. £ poi c'è suo figlio, naturalmente." Chinò lo sguardo sulla domanda di assunzione che gli stava di fronte. "Daniel. Sua moglie non è un tantino spaventata all'idea?"

"Wendy è una donna straordinaria."

"E suo figlio? È straordinario anche lui?"


Jack sorrise di un largo sorriso da pubbliche relazioni. "Ci compiacciamo di crederlo, direi. È abbastanza indipendente, per essere un bambino di cinque anni."


Ullman non ricambiò il sorriso. Tornò a infilare in una cartellina la domanda di assunzione di Jack e la ripose in un cassetto. Ora il ripiano della scrivania era sgombro, fatta eccezione per un tampone, un telefono, una lampada orientabile e un cestello per la corrispondenza in arrivo e in partenza. Anche i due scomparti del cestello erano vuoti.


Ullman si alzò e si avvicinò allo schedario posto in un angolo della stanza. "Per favore, giri attorno alla scrivania, signor Torrance. Daremo un'occhiata alla planimetria dei vari piani dell'albergo."

Tornò allo schedario e ne tolse cinque grandi fogli che posò sul lucido ripiano di noce della scrivania. Jack gli si pose accanto e avvertì intensamente il profumo dell'acqua di colonia di Ullman. Tutti i miei uomini usano " Cuoio Inglese" oppure niente, gli venne fatto di pensare senza nessun motivo particolare, e dovette mordersi la lingua per non scoppiare in una sonora risata. Oltre la parete giungevano i rumori attutiti della cucina dell'Overlook Hotel che smobilitava dopo il pranzo.


"Ultimo piano," disse brusco Ullman. "È la soffitta. Non c'è assolutamente niente
lassù, a parte qualche cianfrusaglia. L'Overlook ha cambiato parecchie volte proprietario dalla fine della seconda guerra mondiale in poi, e a quanto pare i vari direttori che si sono succeduti hanno sbattuto in soffitta tutto quello che non era di loro gusto. Voglio che vi siano piazzate trappole per topi ed esche avvelenate. Le cameriere del terzo piano so-stengono di aver udito dei fruscii, là
sopra. Io non ci credo affatto, ma non dev'esserci nemmeno una probabilità su cento che resti un solo topo, all'Overlook Hotel."


Jack, secondo il quale qualsiasi albergo ospitava almeno un paio di topi, si guardò bene dal ribattere.

"È appena il caso di dire che non permetterà a suo figlio di salire nella soffitta, per nessun motivo."

"No, no," disse Jack, e tornò ad abbozzare il suo largo sorriso da pubbliche relazioni. Che situazione umiliante! Quello stronzo intrigante credeva sul serio che avrebbe permesso a suo figlio di bighellonare in una soffitta abitata dai topi e zeppa di vecchie carabattole e Dio sa che altro?


Ullman scartò la planimetria della soffitta e la infilò sotto la pila degli altri fogli.


Buona lettura!

venerdì 15 novembre 2019

Recensione: Fattore 1% di Luca Mazzucchelli

Buongiorno lettori! Ho temporeggiato ma finalmente sono riuscita a scrivere un mio parere su questo libro, scritto dallo psicologo Luca Mazzucchelli, un manuale di auto aiuto per sbloccarsi da situazioni in cui ci sentiamo incastrati. Vi invito a leggere l'INCIPIT esaustivo sugli argomenti trattati e molto motivante!💪

Fattore 1%
Piccole abitudini per grandi risultati
Luca Mazzucchelli
Giunti
176
12,99
20,00
16 gennaio 2019

#incipit#

Che ti piaccia o no, oggi sei il risultato delle abitudini che hai adottato negli ultimi cinque anni e tra cinque anni sarai il risultato di quelle che decidi di fare tue da oggi. Fumi venti sigarette al giorno o fai sport? Mangi al fast-food o a casa cucinando sano? Ascolti i sentimenti spiacevoli o li eviti? Dedichi le ultime ore della tua giornata ai social o alla lettura?Le abitudini sono quella forza invisibile che lentamente e senza tregua determina la tua persona, dà forma alla tua identità e all’immagine che gli altri hanno di te. Ecco perché sono così importanti.La buona notizia è che possono essere studiate, sviluppate e modificate e che, grazie ad esse, puoi realizzare quello che desideri essere. Insomma, puoi sfruttare il loro potenziale per abbandonare le abitudini sbagliate e adottare quelle vincenti. Fattore 1% presenta un metodo innovativo per trasformare, passo dopo passo (un 1% alla volta appunto), i comportamenti che per te sono importanti in azioni facilmente ripetibili, quindi in abitudini forti e sostenibili nel tempo.

"La storia della rana ci insegna che talvolta, senza rendercene conto, gradualmente rimaniamo incastrati proprio in ciò che ci fa male."
L'incipit di questo manuale di crescita personale centra perfettamente il punto della mia vita lavorativa. Ho sempre analizzato la mia vita, ho sempre cercato di perseguire il percorso del vivere bene, essere felice sempre. Sono una persona positiva e propositiva, la visione del mio bicchiere è sempre mezzo pieno. Purtroppo però c'è un settore in cui ho toppato alla grande. Ho qualche rimpianto o meglio qualche rammarico per non aver fatto qualcosa che forse avrebbe potuto portarmi a una situazione diversa da quella attuale. Ho sbagliato, lo riconosco. Ma so anche che non è troppo tardi per ribaltare questa situazione è solo molto difficile mentalmente più che praticamente. L'autore, lo psicologo Luca Mazzucchelli, racconta chiaramente attraverso le sue personali esperienze e suoi concreti esempi come "scastrarci da ciò che ci fa male", gradualmente e imparando a gestire abitudini e tempo. Ho apprezzato molto questo libro, le sue parole semplici e dirette arrivano a donare consapevolezza e carica di energia che spinge a reagire e non finire come la rana che bolle. E' il momento di svegliarsi, riprendere in mano la propria vita. Mi sono crogiolata per troppo tempo nel brodo che sembrava apparentemente confortevole ma che in realtà mi ha logorato lentamente e in profondità. Questa coscienza di sé della mia ANCHE DI TUTTI attuale situazione mi ha fatto male. Ma è stata necessaria per guardare veramente cosa stavo facendo, dove stavo andando. Ora spetta solo a me mettere in pratica gli insegnamenti dell'autore e dimostrare a me stessa che valgo di più di una rana bollita.

Buona lettura!