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mercoledì 1 giugno 2022

Recensione Storia catastrofica di te e di me di Jess Rothenberg

Preso usato su Libraccio, introvabile o quasi ho recuperato questa lettura del 2012 e sinceramente mi aspettavo qualcosa di molto più profondo.

Storia catastrofica di te - Jess Rothenberg (Stefania Di Mella)
Young Adult - Einaudi
p. 352 - € 18,00
 
Brie muore all'improvviso. A sedici anni. Col cuore, letteralmente, spezzato in due. Nell'istante esatto in cui si sente dire da Jacob che non la ama più. Ma questo è solo l'inizio della storia. Dal suo punto di osservazione in Paradiso Brie finalmente capisce un sacco di cose. Che il matrimonio dei suoi sta proprio andando a rotoli. Che il fratello Jack non riesce a perdonarle di essere morta. Ricominciare da capo quando si ha il cuore a pezzi non è facile. Specie in un posto tutto nuovo. Ma una figura davvero celestiale comparirà presto ad accompagnare Brie nel suo paradisiaco futuro.
 
Quando si parla di YA sono sempre un po' scettica. Da un lato perché mi sento fuori target e ho sempre paura di immedesimarmi poco nei problemi degli adolescenti visto che ormai quel periodo per me è solo un ricordo SURCLASSATO DAI PROBLEMI DA ADULTI DI CUI ONESTAMENTE FACEVO A MENO; dall'altro mi piace ritrovare sensazioni ed emozioni legate a quel periodo che ricordo felicemente con tutti i drammi e le gioie vissute all'ennesima potenza.

Ma la verità è che avevo questo romanzo in lista dal 2012, quando le blogger che seguivo ne parlavano in maniera entusiasta. Quindi complice l'occasione ladra di Libraccio eccomi qui. Peccato sia stato una delusione quasi totale.

Protagonista Brie un'adolescente che muore perché il suo ragazzo le dice che la lascia e a lei si spacca fisicamente il cuore. E già qui ho iniziato a stortare il naso. Proseguendo in realtà la storia generale mi è piaciuta, interessante il percorso di redenzione e accettazione della sua situazione di defunta anima, mi è piaciuto che ci fosse di più scavando nella sua vita, mi è piaciuto anche il fastidioso Patrick sua guida nell'ascesa al paradiso delle anime.

Ma il tutto mi ha ricordato un altro libro. Non mi ha raccontato nulla di nuovo. Non mi ha fatto provare nulla. Ho letto una storia punto. Non mi sono sentita coinvolta. Non ho empatizzato con nessun personaggio e a tratti mi sono pure annoiata. Nonostante si trattassero argomenti importanti, il modo frettoloso in cui sono stati raccontati ne ha fatto perdere gran parte del significato.

Ho terminato il libro in fretta per passare a un'altra lettura più stimolante perché Brie non ha saputo per nulla rapirmi. Niente di originale, tutto già sentito, poco coinvolgente. Non so se nel 2012 l'avrei apprezzato di più, diciamo che lo consiglierei alla classe adolescenziale e stop.
 
Buona lettura!

venerdì 17 dicembre 2021

Recensione Il viaggio di Elisabet di Jostein Gaarder

L'anno scorso lessi questo romanzo durante il periodo dell'avvento. Letto su consiglio della Sily che ne aveva conservato un buon ricordo.  Un libro da leggere nel periodo natalizio infatti conta 24 capitoli, uno al giorno fino a Natale.  Di Gaarder ho letto solo La ragazza delle arance che ho adorato.

Che i negozi di giocattoli siano per ogni bambino (e anche per più di un adulto) mondi incantati, pieni di sorprese e di meraviglie, non è certo un mistero. Ma qual è invece il mistero che si cela dietro l'improvvisa scomparsa, proprio dal reparto giocattoli di un grande magazzino, di Elisabet Hansen, una ragazzina simpatica e volitiva? Semplice: quando ha visto un agnellino di peluche prendere vita e scappar via come un fulmine, Elisabet non ha saputo resistere alla tentazione d'inseguirlo per fargli anche soltanto una piccola carezza... E come darle torto? Tanto più che, ben presto, all'agnellino si sono affiancati alcuni angeli maliziosi e birichini, svariati personaggi biblici, il governatore della Siria, un altezzoso imperatore e altre pecore, formando così una straordinaria comitiva che ha preso a viaggiare a ritroso nel tempo e verso la Terra-Santa. Ma qual è lo scopo di quel viaggio così singolare? A scoprirlo sarà un ragazzino, Joakim, aprendo, giorno dopo giorno, le ventiquattro finestrelle di un calendario dell'Avvento da cui cadono, come per magia, altrettanti misteriosi foglietti che lo trasportano in un altro tempo, in un altro mondo, in un'altra storia che, forse, è la storia di Elisabet... o forse no.

Il viaggio di Elisabet - Jostein Gaarder (Pierina M. Marocco)
Fiction - Longanesi - 17 aprile 2014
p. 182 - €6,99
 
La trama racconta di un bambino che trova un calendario dell'avvento molto particolare che ogni giorno racconta un pezzetto di fiaba. La storia è quella di Elisabet che una bambina che per inseguire un agnello che scappa da un centro commerciale si ritrova a fare un viaggio a ritroso nel tempo con l'arcangelo Gabriele e un sacco di altri personaggi del presepe fino ad arrivare alla nascita di Gesù bambino.

Partiamo col dire che il libro non mi è piaciuto. La storia di fondo si ma la scrittura, il modo in cui viene raccontanto mi ha a tratti irritato. La ripetitività delle azioni di tutti i personaggi, l'elenco ogni volta dei vari partecipanti al corteo di Elisabet e l'arcangelo mi hanno annoiato e fatto storcere il naso.

Il finale un po' magico mi è piaciuto ma purtroppo l'intera lettura è stata condizionata da una forzatura alla lettura giusto per portarlo a termine. Meno male che è stato breve e che leggevo un capitolo al giorno.

Sicuramente leggerò altro dell'autore, forse il suo problema è stato voler scrivere un romanzo adatto anche ai bambini e probabilmente non avendo la mano per questo genere ha un po' troppo calcato sulle ridondanze che ne hanno appesantito la lettura



Buona lettura!

martedì 28 settembre 2021

Recensione Kill Creek di Scott Thomas

Sembra che con gli audiolibri non sia proprio fortunata o forse scelgo dei libri di cui non sono convintissima sapendo sotto sotto che non mi piaceranno. Così è capitato anche con Kill Creek, un horror, una ghost story da paura dicevano. E invece una totale delusione. Sicuramente anche il lettore Daniele Crasti, non ha aiutato, infatti a differenza dei due ascolti precedenti la sua voce e la sua lettura non mi sono piaciuti per nulla.

In fondo a una strada sterrata, mezzo dimenticata nel cuore del Kansas, sorge la casa delle sorelle Finch. Per molti anni è rimasta vuota, abbandonata, soffocata dalle erbacce. Adesso la porta sta per essere riaperta. Ma qualcosa, o qualcuno, aspetta nel profondo delle sue ombre, e non vede l'ora di incontrare i suoi nuovi ospiti... Quando Sam McGarver, autore di best seller horror, viene invitato a trascorrere la notte di Halloween in una delle case infestate dai fantasmi più famosa del mondo, accetta con riluttanza. Se non altro, non sarà solo: con lui ci saranno altri tre acclamati maestri del macabro, scrittori che come lui hanno contribuito a tracciare la mappa moderna di quel genere letterario. Ma quella che inizia come una trovata pubblicitaria si trasformerà in una vera e propria lotta per la sopravvivenza. L'entità che hanno risvegliato li segue, li tormenta, li minaccia, fino a farli diventare parte della sanguinosa eredità di Kill Creek.
 
Kill Creek - Scott Thomas (Roberto Serrai)
Horror - Rizzoli - 29 ottobre 2019
p.512- €19,00 - €9,99
  

La casa sul Kill Creek, nome del fiume che passa di lì, è una classica casa da horror. Ha nel suo passato un paio di episodi torbidi che hanno fatto spargere la voce che la casa sia infestata e maledetta. Ecco perché sembra il perfetto scenario per una serata di Halloween di quattro scrittori di horror di successo e un giornalista di un noto sito web. Ma la realtà è che il vero orrore arriva dopo, quando tutti e sei, c’era anche una fotografa/cameraman, lasciano la casa. Infatti, le presenze in casa sembrano seguirli come ombre, proiettando sui sei personaggi le loro peggiori paura e spingendoli a confessare i loro peccati più oscuri.

Al giorno d’oggi non è facile raccontare storie di fantasmi senza supporti audio visivi o senza essere King. Persino Shirley Jackson con me non ha sortito grandi effetti col suo Hill House. HO APPREZZATO MOLTO DI PIÙ ABBIAMO SEMPRE VISSUTO NEL CASTELLO. Non è facile ricreare la sensazione di essere osservati, spiati, violati. La presenza che aleggia alle tue spalle. Il freddo improvviso. La paura di svoltare in un angolo buio.

Kill Creek ha fatto un buco nell’acqua per diversi motivi: scrittura approssimativa e personaggi poco approfonditi, cliché in ogni dove che poi l’autore ha sapientemente mascherato come tributo ai vari horror, la noia che mi ha pervaso fin quando non siamo arrivati alle battute finali in cui tutti i partecipanti hanno deciso di tornare alla casa per abbattere un muro che nascondeva una stanza. 500 pagine di assoluto nulla. Solo il finale si salva ma non completamente perché la motivazione che spinge i fantasmi, demoni o qualsiasi cosa fossero, non mi convince, mi sembra forzata, buttata li come qualcosa di poco importante.

Sconsigliato sia agli amanti del genere che no. I primi ne resterebbero sicuramente delusi, gli altri perché per cinquecento pagine non ne vale proprio la pena.

 
Buona lettura!

giovedì 23 settembre 2021

Recensione Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman

Visto che questa è la settimana delle recensioni a due stelle ecco che arriva anche il mio parere su Eleanor Oliphant, ascoltato su storytel, letto da Elisa Giorgio che mi ha coinvolta come se lo stessi leggendo io.

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene.
Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. Mi chiama dalla prigione. Dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E all’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.
Anzi: benissimo.
 
Eleanor Oliphant sta benissimo - Gail Honeyman (Stefano Beretta)
Fiction - Garzanti - 30 maggio 2019
p.352- €14,00 - €9,99
  

Nonostante la voce della lettrice sia stata perfetta e mi abbia appassionato alla storia ho trovato questo romanzo un flop. Ho avuto l’impressione che per tutto il libro l’autrice avesse atteso a darci una notizia sconvolgente, un colpo di scena di quelli da manuale pronto per stupire il lettore. Ha caricato la storia di aspettativa e in questo è stata molto brava ma alla fine, quando viene svelato il così detto mistero, mi sono sentita presa in giro.

Avevo capito fin dall’inizio alcune cose ma credevo, o forse speravo, che l’autrice avesse in serbo per il lettore qualcosa che lo lasciasse a bocca aperta. Che disattendesse le supposizioni che mi ero fatta all’inizio del romanzo. Purtroppo, il finale banale ha sgonfiato l’attesa e ha reso un po’ insulsa la lettura.
Eleanor è una ragazza che vive sola e lavora presso un ufficio come impiegata amministrativa. È sicuramente asociale e poco incline a cambiare le sue abitudini.  Nonostante questo, la sua vita ha una svolta quando prende una sbandata per un cantante di una piccola band che si esibisce in un concerto a cui partecipa perché ha vinto i biglietti in ufficio e non vuole far parlare di sé più di quanto già la gente non parli.
Una cotta adolescenziale dicevo, e per tutto il libro lei crederà fortemente in questa relazione. Relazione costruita solo nella sua testa. Attenzione non è uno spoiler. È chiarissimo al lettore che sia così. Tanto che si comincia a sospettare che la ragazza non stia proprio benissimo come invece dice. 

Ad ogni modo questa sua immaginaria relazione la porterà ad aprirsi socialmente sia a livello virtuale (comprando un cellulare e iscrivendosi ai social) sia a livello personale a partire dai colleghi. Questo suo strambo percorso porterà Eleanor a uscire dal guscio e affrontare tutto quello che per anni ha cercato di nascondere a sé stessa.

Un romanzo che narra questa sua crescita personale, una crescita simile a tante altre che ho già letto. Non ha aggiunto nulla di nuovo anzi il suo modo di affrontare le cose mi è stato talmente estraneo, tanto che non sono riuscita a empatizzare con lei. Ho trovato noiose molte parti in cui si descrivevano le sue giornate con attività comuni e banali. Sicuramente fuori dalla sua confort zone, ma ripeto senza un’immedesimazione da parte del lettore, è difficile vedere lo sforzo che una persona problematica come Eleanor fa, per esempio, per andare a trovare in ospedale qualcuno.

Quindi mi sento serenamente di sconsigliare la lettura di questo romanzo. Non perdete tempo e cercate qualcosa di meglio che sicuramente c’è.

 
Buona lettura!

martedì 21 settembre 2021

Recensione Il rintocco di Neal Shusterman - Arc of a Schythe #3

Ieri sera ho terminato Il rintocco e ho pensato che sarebbe stato inutile aspettare a pubblicare la recensione visto che ci ho messo tantissimo a finirlo e ho avuto lunghissimi momenti di riflessione. Per cui oggi fresco come il pesce al mercato ecco il mio sconsolato parere.

Da tre anni Citra e Rowan sono scomparsi: da quando cioè la falce Goddard ha assunto il potere e il Thunderhead si è chiuso in un silenzio che solo Greyson Tolliver riesce a infrangere. La città-isola di Endura, il "cuore pulsante" della Compagnia delle falci, è perduta, affondata per sempre nelle acque dell'oceano, e con lei le Grandi falci. Davvero sembra che ormai nulla possa impedire il dominio assoluto di Goddard, nominato Suprema Roncola della MidMerica. E, mentre gli echi della Grande Risonanza scuotono ancora il cuore della Terra, la domanda è una sola: c'è ancora qualcuno in grado di fermare il tiranno? Gli unici a saperlo sono la Tonalità, il Rintocco e il Tuono.
 
Il rintocco - Neal Shusterman (Lia Tomasich) - Arc of a Scythe #3
Distopico - Mondadori - 30 marzo 2021
p.492- €22,00 - €10,99
  

Falce la trilogia è stato il mio primo approccio con Shusterman e nel complesso non è stato un granché. Se con falce mi ero presa una cotta e con Thunderhead ho cominciato a trovarlo appiccicoso con Il rintocco ho chiuso ogni speranza. Infatti, Il rintocco è un libro che riparte da dopo gli avvenimenti di Thunderhead *spoiler* con le conseguenze dell’affondamento di Endura e l’autonomina di Goddard come suprema roncola.  
 
Il Thunderhead ha un piano e per attuarlo ci impiega tutto il libro muovendo i fili dei vari personaggi come Citra, Rowan, Greyson Tolliver e persino il redivivo Maestro Faraday. Tutti questi personaggi avranno delle storie apparentemente separate che a un certo punto, com’è ovvio, si uniranno in un finale velocissimo che spiegherà al volo il piano finale dell’intelligenza artificiale e che darà una frettolosa conclusione al casino che si è creato col secondo libro. 
 
Come avrete capito non mi è piaciuto per niente. NOIOSO per tutto il libro. La parte finale spiegata grossolanamente tanto che alla fine mi sono chiesta Munria che fine avesse fatto visto che l’autore sembra aver dato una conclusione felice per tutti. 
 
Non ho ahimè altri aggettivi. Noioso è il pensiero martellante e predominante. Un noioso che speravo a un certo punto si risollevasse non so nemmeno io come perché ammetto che in uno scenario del genere così intricato era impossibile prevedere come Shusterman avrebbe terminato questa trilogia. 
 
È come se si fosse discostato dall’idea originale delle falci, avesse man a mano spostato l’attenzione sull’intelligenza artificiale e avendola posta come protagonista ha secondo me affondato l’intera lettura. Il Thunderhead non è assolutamente Aidan. Non solo perché il primo cerca di rendere migliore l’esistenza umana (rispetto alle manie di distruzione di Aidan) ma perché nonostante l’autore continuasse a ricordarci quanto vicino alle emozioni umane lui fosse, in realtà non trasmetteva nulla. 
 
Mi dispiace molto e sono contrariata da questo cambio di scenario perché Falce è un libro bellissimo che per fortuna ha una sua conclusione e può quindi essere considerato autoconclusivo. Sulla scia di questo credo che leggerò solo Unwind che mi è stato caldamente consigliato ed essendo il primo libro di un’altra serie potrebbe avere lo stesso valore di Falce. Per il resto io e Shusterman abbiamo finito.
 
Buona lettura!

mercoledì 2 ottobre 2019

Recensione: The Elite di Kiera Cass - The Selection #2

Buona sera lettori! E' arrivato il momento di parlare del secondo romanzo della serie The Selection prestatomi dalla Jem. Ebbene copertine bellissime nascondono un contenuto a volte imbarazzante. Distopico, Steampunk o un'accozzaglia di altri romanzi?

The Elite
The Selection #2
Kiera Cass
Anna Carbone
Sperling & Kupfer
297
6,99
17,90
28 gennaio 2014
#incipit#

Dopo le prime, durissime prove della Selezione, a Palazzo sono rimaste solo sei ragazze. Una di loro sposerà il principe Maxon e conquisterà la corona. America Singer è la favorita, eppure non è felice. Il suo cuore, infatti, è diviso tra l’amore per Maxon e quello per Aspen, l’amico di infanzia. Insieme al principe, America può vivere la favola che ha sempre sognato. Ma è davvero ciò che vuole? Confusa, chiede tempo per riflettere e si allontana da Maxon... Una decisione che potrebbe costarle molto cara. Perché nel frattempo la Selezione continua, più feroce che mai.


In questo secondo romanzo siamo un po' statici rispetto alla storia precedente. Se nel primo volume c'era da inquadrare la storia, i protagonisti e la situazione, qui è già tutto bello che definito e di cose degne di nota ne accadono poche..diciamo due. America, la protagonista è rimasta tra l'elite a palazzo. Le ultime sei ragazze che devono contendersi il principe Maxton. Ma lei ha anche il suo angelo custode, il valoroso Aspen pronto a soccorrerla sempre e che non riesce a lasciare andare. Quindi ecco ripresentarsi il triangolo amoroso che tanto andava di moda quando uscì questa serie. Anche se intendiamoci non è che America mi sembra particolarmente presa dall'uno o dall'altro. Troppo giovane per ricoprire cariche governative, sia lei che il principe mi sono sembrati inadeguati alla situazione. Ad ogni modo il termine di questo romanzo non apporta nulla di nuovo. Parliamo dell'ambientazione. Prendete Hunger Games, togliete tutta la parte crudele e metteteci degli unicorni. Avrete quindi questa trio/quintologia. Scopriamo qualcosa in più sui due tipi di ribelli che attaccano e penetrano nel palazzo reale ripetute volte deturpando, uccidendo, derubando e costringendo tutti a nascondersi nelle numerose stanze di sicurezza. Meno male che l'autrice ogni tanto faceva emergere un po' di lato combattivo, di ribellione alle ingiustizie e con inventiva della protagonista altrimenti proprio non avrei sopportato tutto quel piagnucolare tra frizzi e merletti. Purtroppo ho capito troppo tardi che questa serie non sarebbe stata adatta alla sottoscritta. Ma oramai ci sono dentro e terminarla diventa la mia sfida. Un vero peccato perché come spesso accade mi rendo conto che c'è del potenziale mal sviluppato e probabilmente un po' troppo scopiazzato alla bell'e meglio.

Buona lettura!

venerdì 2 agosto 2019

Recensione: La casa stregata e L'orrore a Red Hook di HP Lovecraft

Buongiorno lettori! Oggi per me è l'ultimo giorno di lavoro, ma prima di lasciarvi al post di saluto e della Valigia Libraria come da tradizione, volevo parlarvi di questo mini libro che racchiude due racconti di HP Lovecraft, letti insieme a Gek, ci hanno lasciato alquanto delusi. L'edizione non credo esista più perché è una vecchia della Newton Compton. Ma sicuramente si trovano ancora le sue raccolte di sia targate Newton Compton sia Oscar Vault MONDADORI. Per quanto mi riguarda questa volta passo senza rimpianto.

La casa stregata
HP Lovecraft
Gianni Pilo
Newton Compton
124
0,99
30 maggio 2013


La casa stregata, forse l’opera più celebre del maestro dell’horror, fu ispirata a Lovecraft da una casa realmente esistente, «maledetta o nutrita di cadaveri», a Providence. Antichi orrori che si risvegliano, aure demoniache, il soprannaturale che opprime la vita quotidiana: sono questi i temi che Lovecraft padroneggia come nessun altro. E sono i temi anche del celebre L’orrore a Red Hook: la precisione con cui riporta alcune formule usate durante rituali esoterici ha convinto molti che lo scrittore fosse un affiliato di una setta occulta. Verità o ennesima leggenda fiorita intorno al mito del genio di Providence? Quello che è certo è che queste due gemme oscure della letteratura dell’incubo risplendono nelle tenebre, sposano la narrativa all’angoscia, sussurrano all’animo umano le sue paure più oscure.




Nonostante conoscessi Lovecraft di nomea, non avevo mai avuto il piacere di leggerlo. Ho deciso quindi di approcciarmi a lui leggendo due racconti che avevo in casa da molto tempo La casa stregata e L'orrore a Red Hook. Li ho letti insieme a Gek e il parere è stato pressoché lo stesso. Mi trovo in difficoltà a doverne parlare purtroppo non bene. Lovecraft mi ha deluso probabilmente perché le aspettative che avevo erano alte e pensavo di imbattermi in un altro Edgar Allan Poe. Le due storie sono brevi, dovrebbero avere tinte horror, si approcciano al misticismo, demonismo con una punta di splatter che non guasta. Raccontano entrambe di come un essere maligno si sia impossessato di alcuni scantinati e di come il protagonista di turno ne sia venuto a conoscenza trovandosi infine di fronte a un demone sotto forma di "muffa" o di un diavolo in persona. Non sto a sviscerare le storie perché sono davvero brevi e tutto sommato anche scritte in modo comprensibile e non noioso quindi in poco si leggono. Il problema riscontrato durante la lettura è quella sensazione di attesa che creano i primi capitoli, che introducono la storia della casa, del protagonista e delle voci che girano intorno. Quindi la tensione sale e sei pronta a tutto ti aspetti che l'incontro col paranormale sia scoppiettante e ti lasci senza parole e invece ho sentito il classico blop della bolla che scoppia. L'incontro col maligno viene raccontato frettolosamente in modo confuso e ti lascia un senso di smarrimento come se avessi atteso per tanto quel momento poi niente era solo un demone ma ora è andato ciao. Delusione profonda davvero. Ho un piccolo barlume in mente in cui forse la delusione è solo perché si tratta di racconti brevi e non di un romanzo vero e proprio. Magari e dico magari con una storia più articolata e complessa non viene tutto risolto a bolla di sapone. Ma per ora la bruciatura lasciata da Lovecraft è grande e niente credo che parcheggerò l'idea di leggerlo, per ora. Per riprendermi mi butterò di nuovo sul caro e confortevole Poe che mi regala sempre un sacco di gioie.

Buona lettura!

venerdì 27 ottobre 2017

Recensione: Il vicino di casa di Barclay Linwood

Buon venerdì lettori! Ovviamente il weekend si avvicina e io mi ritrovo con una tosse allucinante che non mi fa dormire la notte e mi sconquassa. A parte questo ho in programma di andare alla fiera dell'hobby e procurarmi altri materiali per i lavoretti natalizi da fare con la Jem. Spero di riuscire a postare qualche cosuccia da me creata. Il post di oggi prevede una recensione. Il vicino di casa di Linwood Barclay, letto quest'estate. Un thriller senza lode e senza infamia. Buon weekend a tutti!

Titolo: Il vicino di casa
Autore: Linwood Barclay
Traduzione: Barbara Murgia
Casa Editrice: Piemme
Pagine: 432
Ebook: 6,99
Cartaceo: 12,00
Pubblicazione: gennaio 2012

La notte di luglio in cui i Langley - padre, madre, figlio adolescente - vengono assassinati, non si registra nulla di insolito nella zona, a parte il caldo asfissiante. E i vicini, i Cutter - di nuovo: padre, madre, figlio adolescente - non ricordano di aver sentito alcun rumore. Ma la scoperta, il giorno dopo, è scioccante. Se i Langley, anche loro così "normali", hanno potuto essere vittime di un atto di tale efferatezza, allora nessuno può dirsi al sicuro. Eppure, se si è trattato solo di una tragica fatalità, se i Langley hanno solo avuto la colpa di trovarsi al posto sbagliato al momento sbagliato, non c'è nulla da temere: è improbabile che la sfortuna si accanisca due volte di seguito sullo stesso punto. Così si dice Jim Cutter, per rassicurarsi. Ma nella sua mente si fa strada anche un altro pensiero: e se gli assassini avessero sbagliato casa? Se avessero mancato di poco il vero bersaglio? Un'ipotesi folle. O forse no. Del resto, di fronte alla totale assenza di movente per quel pluriomicidio (non c'è stato nemmeno un furto in casa Langley), nulla è da escludere. Persino che tra i Cutter si celino segreti tali da giustificare una simile vendetta, a loro in realtà indirizzata. Segreti di cui lo stesso Jim sarebbe all'oscuro. Pur di scoprirli, sarà disposto a mettere in discussione la fiducia verso la moglie e il figlio e intraprendere una scomoda indagine personale.

RECENSIONE
Avevo questo romanzo in libreria da non so quanto. All'epoca che lo acquistai mi aveva preso la trama. Dopo aver letto l'inizio mi sono subito entusiasmata. Un ragazzino, dopo aver saputo che il suo migliore amico sarebbe partito con la famiglia per una settimana di vacanza architetta un piano per intrufolarsi nella casa vuota e appartarsi con la sua fidanzata ogni momento buono. Peccato che non appena scatta il suo piano, che sulla carta era infallibile, la famiglia rientra a sorpresa dopo poche ore e lui costretto a nascondersi in cantina assiste allo sterminio dell'intera famiglia. Uno sconosciuto, dopo pochi minuti dal rientro della famiglia, bussa alla porta e fredda i tre poveri malcapitati. E così che inzia l'indagine da cui viene fuori tanto di quel marcio da riuscire a trasformare la storia iniziata col botto a qualcosa di banale. Unico punto a suo favore è stato il ben celato assassino. Fino all'ultimo non sono riuscita a capire chi fosse e perché. Peccato che quando mi è stato svelato mi sono cascate le braccia e ci sono rimasta male. Morale di tutto ciò?Il libro partito con scoppiettii si è trasformato in un mix di politca corrotta e vendetta per nulla sconvolgente. Peccato davvero, mi aspettavo un romanzone coi fiocchi e invece mi sono ritrovata la solita minestra riscaldata.

Promise Fall Trilogy
1.5 Final Assignment
2. Lontano dalla verità
3. The Twenty-Three
4. Parting Shot

Autore
Linwood Barclay nato negli Stati Uniti, è cresciuto e vive in Canada. Dopo una laurea in Lettere, ha iniziato a collaborare con varie testate, tra cui il "Toronto Star", su cui ha tenuto una rubrica fissa dal 1993 al 2008, quando si è ritirato per dedicarsi interamente al mestiere di scrittore. Senza dirsi addio (Piemme, 2009), tradotto in oltre trenta lingue, è stato un bestseller in tutto il mondo e addirittura il libro più venduto del 2008 in Gran Bretagna. Successo replicato da Il vicino di casa (Piemme, 2010), vincitore dell'Arthur Ellis Award (il principale premio riservato ai thriller in Canada) e n°1 su Amazon.fr, e da Prima che sia troppo tardi.

Traduzione Barbara Murgia

Buona lettura!