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giovedì 14 ottobre 2021

La mia esperienza con gli audiolibri - Storytel

Oggi rinuncio a un post recensione per raccontare la mia prima esperienza con gli audiolibri in particolare ho provato un mese di servizio Storytel.
 
AUGURI AMORE MIO PER QUESTI DICIANNOVE ANNI INSIEME, METÀ DELLA MIA VITA È CON TE ♥

Sono abituata ad ascoltare mentre faccio altro, è un’abitudine che ho preso col tempo, che sia musica, serie tv, film, video YouTube o Instagram, mi ritrovo sempre ad ascoltare buttando l’occhio mentre cucino, stiro, rassetto casa o stendo i panni. Ma in realtà anche mentre creo card per amici e parenti mi ritrovo spesso ad ascoltare qualcosa. Oramai sono talmente abituata a fruire i video in movimento che l’unica cosa che faccio staticamente è leggere (spesso mentre sono sui mezzi quindi comunque sempre in movimento).
Con queste premesse mi son detta perché non provare anche con gli audiolibri, magari proprio di quei libri di cui non sono sicura di volere, passatemi il termine, perdere tempo perché non sono sicura se rientrino o meno nei miei gusti o magari perché mi spaventa la prosa o la lunghezza eccessiva?
Ecco, quindi, che spulciando il catalogo Storytel ho cercato dei titoli che rientrassero in queste categorie. Da inesperta non ho dato molto peso alle caratteristiche come la durata della lettura o chi leggeva. Sono partita facendo una selezione. Premetto che molti titoli che cercavo non erano presenti nel catalogo. Ad ogni modo ho selezionato questi cinque audiolibri:

Tutti e cinque li trovate già recensiti sul blog. Hanno durata diversa e voci diverse. 

Le motivazioni che mi hanno spinto ad ascoltare Anna sono state di natura pratica. Infatti, ho il libro cartaceo ma lo sta leggendo attualmente mio marito, CHE È RISAPUTO CI METTA SECOLI; quindi, ho optato per ascoltarlo in modo da vedere poi la serie omonima tratta dal romanzo. Eleanor, Kill creek e La mia prediletta sono romanzi che mi incuriosivano ma non ero sicura fossero ben congeniati. Infatti, ne avevo sentito parlare parecchio e la mia diffidenza si era fatta acuta. Mary Poppins invece lo volevo leggere da tantissimo e diciamo che non ho resistito. 

Alla fine, posso dire di aver fatto delle ottime scelte, se avessi dovuto leggerli probabilmente avrei faticato molto perché tutti tranne Anna non mi hanno convinto appieno. Il lettore di Kill creek poi mi ha fatto veramente arrivare alla fine con il latte alle ginocchia. Insopportabile sia la voce sia le pause che metteva a caso come se sospirasse per dare enfasi anche quando non serviva. La lettrice di Anna invece è stata spettacolare.

Nel complesso è stata un’esperienza più che positiva e ci sono tanti romanzi che ho nel limbo dell’indecisione se leggerli o meno. L’unica cosa che mi fa storcere il naso è il prezzo. Nel senso che pensando che con € 9,99 ho letto cinque romanzi direi che è un affarone e se si sfrutta in questo modo credo che sia un valido alleato. Ma se dovessi usarlo per ascoltare solo uno o due libri forse il prezzo non varrebbe la candela. 

Mi piacerebbe provare Audible per fare poi un paragone tra i due servizi ma credo che alla fine la differenza stia nel catalogo.

Quindi se siete lettori e avete una capacità di vita multitasking ma soprattutto avete una buona concentrazione non posso che consigliare il supporto degli audiolibri. Con Storytel mi sono trovata bene, facile l’app e facile la ricerca. Non c’è proprio tutto tutto ma tante novità interessanti sì.

Buona lettura!

giovedì 7 ottobre 2021

Recensione La mia prediletta di Romy Hausman

Ho approfittato degli ultimi giorni di Storitel per ascoltare un thriller che mi ispirava, sulla scia di Ellie all’improvviso. Nel complesso mi è piaciuto sia come trama sia come finale, l’unica cosa che non mi ha fatto impazzire è la lentezza di certi punti. Ma andiamo con ordine. Un applauso a Stefania Rusconi per la sua lettura interpretativa molto coivolgente.

In una notte gelida, un'ambulanza porta in ospedale una donna investita da un'auto sul ciglio del bosco. È incosciente e senza documenti. Con lei c'è una bambina dalla pelle bianchissima e gli occhi di un azzurro glaciale. L'unica informazione che riesce a dare su sua madre è che si chiama Lena. A poco a poco, però, lo strano comportamento della piccola insospettisce i medici. Non conosce il suo cognome, né il nome di suo padre, né l'indirizzo di casa: vivono chiusi in una capanna perché «nessuno li deve trovare». E il terrore sale quando la bambina afferma innocentemente, come se fosse la cosa più normale del mondo, che sua madre «ha ucciso per sbaglio papà», ma non serve chiamare la polizia perché hanno lasciato il fratellino Jonathan a ripulire quelle brutte macchie rosse sul tappeto... Appena viene avvisato, il commissario capo Gerd Brühling ha subito un'intuizione: quella donna non può essere che Lena Beck, la figlia del suo migliore amico, scomparsa 14 anni prima. Ma c'è qualcosa di vero in ciò che racconta quella strana bambina? Come ritrovare la capanna, il fratellino e il cadavere del rapitore, se davvero è stato ucciso? All'arrivo dei genitori di Lena in ospedale, una realtà ancora più sconcertante verrà alla luce. E sarà difficile districarsi in questa rete di verità, fantasie infantili, indizi contrastanti.
 
La mia prediletta - Romy Hausman (Daniele Alida)
Thriller - Giunti - 28 ottobre 2020
p. 384- €16,90
  

Il racconto si apre con un articolo di cronaca in cui si parla della scomparsa di una ragazza. Ma subito dopo l’autrice ci dice che una donna e una bambina sono su un’ambulanza dirette all’ospedale dopo che un’auto ha investito la donna. Da qui si snoda tutta la vicenda chi è la donna? E la bambina che la chiama mamma è davvero sua figlia?

La storia molto malata, tratta di rapimento e ossessione. È una vicenda articolata ma anche ben raccontata. Alcune rivelazioni le avevo anticipate ma non il finale. Il libro si snoda in tre punti di vista: Anna la bambina trovata, Lena la presunta madre e il padre di Lena e nonno di Anna.

Non posso raccontare molto della trama perché il colpo di scena è dietro l’angolo e non solo alla fine quindi rischierei di rovinarvi la lettura che io ho apprezzato anche perché non sapevo molto della trama. Posso però dirvi che la storia è coinvolgente e tiene incollato il lettore alle pagine. Quello che mi ha un po’ annoiato sono alcune parti intermedie in cui l’autrice racconta i pensieri e le emozioni dei vari personaggi che seppur interessanti e utili per la costruzione del personaggio hanno rallentato a tratti il ritmo della narrazione.

Una storia ben costruita, letta magistralmente, e anche se non totalmente originale mi ha saputo coinvolgere e interessare. Mi ha presa quel giusto da farmelo divorare in quattro giorni, quindi, la consiglio agli amanti dei thriller psicologici con poca azione e tanti colpi di scena e a chi ama le storie un po’ malate e di ossessione.

Buona lettura!

martedì 5 ottobre 2021

Recensione Mary Poppins di PL Travers

Questa volta la scelta audiolibro è ricaduta su Mary Poppins, letto da Paola Cortellesi. Ho scelto questo audiolibro per la sua brevità, DOPO IL FLOP DI KILL CREEK MI SERVIVA UNA LETTURA BREVE,  e perché ero curiosa di sapere se la penna di PL Travers fosse nelle mie corde.

Quando Mary Poppins, sospinta dal Vento dell’Est, si posa davanti al numero 17 del Viale dei Ciliegi, tutto cambia nella vita della famiglia Banks. La più stravagante tra tutte le bambinaie, con i suoi guanti bianchi e la borsa magica che contiene persino un letto da campo, scivola leggera sulla ringhiera ed è pronta a incantare i bambini in avventure sorprendenti. E noi, come Giovanna e Michele, non possiamo che sospirare: “Mary Poppins, non ci lascerai mai, vero?”.
 
Mary Poppins - PL Travers (Marta Barone)
Classico - Rizzoli - 9 ottobre 2018
p.199- €12,00 - €5,99
  

Tutti adorano il film Disney, forse però non tutti conoscono il film Saving Mr Banks che racconta la storia della scrittrice di Mary Poppins al momento in cui Disney ha comprato i diritti per farne un film. Ecco in questo film viene spiegato molto bene come le idee della scrittrice e le idee di Disney fossero distanti.

Solo dopo aver letto il libro si capisce quanto il film abbia edulcorato l’atteggiamento militaresco della tata e abbia aggiunto dolcezza all’intera storia. Infatti, la tata più famosa del mondo è in realtà una donna molto fredda e nonostante la magia che l’accompagna, non perde occasione per riportare i bambini con i piedi per terra anche in modi spesso bruschi.

Nel romanzo ci sono episodi non presenti nel film ma che nulla hanno aggiunto alla storia, in compenso l’aspetto familiare non è assolutamente trattato. Il padre resta assente anche come figura nel libro e la madre invece si presenta come una donna superficiale.
Quando cambia il tempo Mary Poppins va via ma non ha risolto alcun problema familiare, non ha creato calore e sinceramente non mi capacito di come i due bambini si possano essere affezionati a una donna così austera. Ok accanto a lei succedono cose inaspettate ma nel complesso l’ho trovata parecchio antipatica.

In ultimo l’episodio dei gemelli mi ha messo una tristezza addosso, perché in un capitolo racconta di come questi infanti, fratelli minori di Jane e Michael, godessero della magia proprio perché ancora puri ma che nel giro di poco abbiano fatto quello scatto di crescita che li ha portati a dimenticarsi di tutto. Una metafora della disillusione degli adulti sicuramente, ma molto triste a livello narrativo.

Poi capisco il tempo e il luogo in cui la storia è stata scritta e quindi ambientata ma nonostante riesca a inquadrarla nella società non sono riuscita a godermela. Credo proprio che resterò dalla parte di Disney e del suo film stupendo che ci ha permesso di sognare da bambini ma continua a farlo anche adesso da adulti, in barba a PL Travers.

 
Buona lettura!

martedì 28 settembre 2021

Recensione Kill Creek di Scott Thomas

Sembra che con gli audiolibri non sia proprio fortunata o forse scelgo dei libri di cui non sono convintissima sapendo sotto sotto che non mi piaceranno. Così è capitato anche con Kill Creek, un horror, una ghost story da paura dicevano. E invece una totale delusione. Sicuramente anche il lettore Daniele Crasti, non ha aiutato, infatti a differenza dei due ascolti precedenti la sua voce e la sua lettura non mi sono piaciuti per nulla.

In fondo a una strada sterrata, mezzo dimenticata nel cuore del Kansas, sorge la casa delle sorelle Finch. Per molti anni è rimasta vuota, abbandonata, soffocata dalle erbacce. Adesso la porta sta per essere riaperta. Ma qualcosa, o qualcuno, aspetta nel profondo delle sue ombre, e non vede l'ora di incontrare i suoi nuovi ospiti... Quando Sam McGarver, autore di best seller horror, viene invitato a trascorrere la notte di Halloween in una delle case infestate dai fantasmi più famosa del mondo, accetta con riluttanza. Se non altro, non sarà solo: con lui ci saranno altri tre acclamati maestri del macabro, scrittori che come lui hanno contribuito a tracciare la mappa moderna di quel genere letterario. Ma quella che inizia come una trovata pubblicitaria si trasformerà in una vera e propria lotta per la sopravvivenza. L'entità che hanno risvegliato li segue, li tormenta, li minaccia, fino a farli diventare parte della sanguinosa eredità di Kill Creek.
 
Kill Creek - Scott Thomas (Roberto Serrai)
Horror - Rizzoli - 29 ottobre 2019
p.512- €19,00 - €9,99
  

La casa sul Kill Creek, nome del fiume che passa di lì, è una classica casa da horror. Ha nel suo passato un paio di episodi torbidi che hanno fatto spargere la voce che la casa sia infestata e maledetta. Ecco perché sembra il perfetto scenario per una serata di Halloween di quattro scrittori di horror di successo e un giornalista di un noto sito web. Ma la realtà è che il vero orrore arriva dopo, quando tutti e sei, c’era anche una fotografa/cameraman, lasciano la casa. Infatti, le presenze in casa sembrano seguirli come ombre, proiettando sui sei personaggi le loro peggiori paura e spingendoli a confessare i loro peccati più oscuri.

Al giorno d’oggi non è facile raccontare storie di fantasmi senza supporti audio visivi o senza essere King. Persino Shirley Jackson con me non ha sortito grandi effetti col suo Hill House. HO APPREZZATO MOLTO DI PIÙ ABBIAMO SEMPRE VISSUTO NEL CASTELLO. Non è facile ricreare la sensazione di essere osservati, spiati, violati. La presenza che aleggia alle tue spalle. Il freddo improvviso. La paura di svoltare in un angolo buio.

Kill Creek ha fatto un buco nell’acqua per diversi motivi: scrittura approssimativa e personaggi poco approfonditi, cliché in ogni dove che poi l’autore ha sapientemente mascherato come tributo ai vari horror, la noia che mi ha pervaso fin quando non siamo arrivati alle battute finali in cui tutti i partecipanti hanno deciso di tornare alla casa per abbattere un muro che nascondeva una stanza. 500 pagine di assoluto nulla. Solo il finale si salva ma non completamente perché la motivazione che spinge i fantasmi, demoni o qualsiasi cosa fossero, non mi convince, mi sembra forzata, buttata li come qualcosa di poco importante.

Sconsigliato sia agli amanti del genere che no. I primi ne resterebbero sicuramente delusi, gli altri perché per cinquecento pagine non ne vale proprio la pena.

 
Buona lettura!