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mercoledì 25 maggio 2022

Recensione Scripta Manent di Paola Barbato

Visto che ho letto quasi tutti i romanzi della Barbato mi sembra arrivato il momento di recensirli. Oggi vi parlo di Scripta Manent un libro dentro al libro. Una storia di scrittori e personaggi che prendono vita.

Scripta Manent - Paola Barbato
Thriller - Piemme
p. 409 - € 6,99 - € 10,90
 
Corrado De Angelis e Roberto Palmieri sono acerrimi rivali di penna. De Angelis, un passato da neurochirurgo, è uno scrittore da premio letterario: i suoi romanzi polizieschi gli hanno procurato fama e fortuna. I libri di Roberto Palmieri, beniamino del pubblico ben prima che autore, vivono di luce riflessa. E vendono di conseguenza. Invitati a partecipare alla trasmissione televisiva Il Duello, i due scrittori si sfidano in diretta, firmando un contratto che li impegna a pubblicare il prossimo romanzo lo stesso giorno, così da misurare in tempo reale il successo dell'uno e dell'altro. Ma dopo il programma, dove nulla va come previsto, Corrado De Angelis scompare. Il mistero si infittisce quando una serie di rapimenti sembra ricalcare alla lettera i crimini narrati proprio nei thriller di De Angelis...
 
Considero la Barbato un'autrice dotata di grande immaginazione. Scrive storie molto originali e intricate che ti rendono difficile capire chi sia il colpevole ma anche nel caso lo si individuasse risulta complicato intuire come si concluderà la storia.

Questo è il motivo per cui continuo a ostinarmi a leggere i suoi romanzi.

Uno scrittore di thriller scompare e iniziano a ritrovarsi cadaveri "ispirati" ai suoi libri. Niente di nuovo MA non è solo questo. Il rivale dello scrittore scomparso è perseguitato da una donna al telefono, talmente tanto da mandarlo fuori di testa, un notaio si improvvisa detective, una donna vittima di abusi da parte del compagno ha in realtà tre personalità distinte. Insomma, la Barbato come sempre mette tantissima carne al fuoco e intreccia una storia incredibile.

Unico problema con la sottoscritta: la prolissità delle parti centrali che sono lente, ma così lente da rendermi sempre difficile superarle. Attenzione non impossibile ma difficile. Non capisco come mai, ma con i suoi libri è come se, superata la parte di introduzione dei personaggi e della trama mi scontri con uno scoglio e aggirarlo ogni volta mi costa parecchia fatica. Ma diciamo che la nuotata alla fine ne vale la pena.

Scripta Manent è molto più che un thriller. È un libro dentro al libro, i suoi personaggi sono complessi, nessuno è mai totalmente buono o totalmente cattivo. Le sfumature che la Barbato dona ai suoi protagonisti sono così articolate da far cambiare idea al lettore durante la lettura.

Leggerò altri libri suoi? Si. Con calma, con i miei tempi perché è un'autrice troppo originale per lasciarla perdere anche se a volte mi costa fatica.


Buona lettura!

 

lunedì 7 febbraio 2022

Recensione Dylan Dog

Tra gennaio e febbraio mi sto dedicando alla lettura di diversi fumetti, infatti ultimamente sono di umore molto strano e in questo momento sento il bisogno di leggere qualcosa che mi smuova forti emozioni. Oggi vi racconto del mio rapporto con Dylan Dog e dei tre nuovi volumi usciti in collaborazione con Vasco Rossi. ♥

Delirium -
Dylan Dog #54 - Claudio Chiaverotti, Giovanni Freghieri, Angelo Stano
Mistery - Sergio Bonelli Editore
€ 4,90
amazon

Brenda Morgan è stata rapita, un assassino dal volto deforme ha trucidato la sua famiglia. Ma la catena di sangue non si ferma, segue la scia di una furia vendicativa che ha radici nel passato. Qual era il segreto dei Morgan? Quale legame stringe Brenda al suo mostruoso rapitore? Odia la bellezza e la distrugge... Il suo è un delirio di morte che Dylan deve sciogliere pezzo a pezzo. Perché dietro la sua maschera bestiale c'è un'altra maschera...
Ho sempre letto Dylan Dog fin dalle elementari, io e il mio amico Dado eravamo appassionati e ce li scambiavamo continuamente. In particolare, Delirium lo ricordo bene perché lo comprai prima di salire sulla nave ad agosto per andare in Sicilia. Feci tutto il viaggio in compagnia di Dylan e al mio rientro a casa lo portai a Dado in cambio di un altro fumetto. Non mi fu mai più restituito. Quindi, quando recentemente ho visto Delirium in una bancarella di libri usati l’ho comprato senza pensarci. Riletto oggi confermo che è una delle mie storie preferite. Vendetta, pazzia e trasfigurazione con un finale spiazzante, non potevo chiedere di meglio.

Sally  -  Dylan Dog #418 - Paola Barbato e Corrado Roi
Mistery - Sergio Bonelli Editore
p. 116 - € 4,40
 
Dylan Dog è in subbuglio nell'indagare e districare gli ingarbugliati fili dell'esistenza di "Sally"! 
Inutile dire che quando ho visto l’incontro tra Dylan e Vasco non ho assolutamente potuto non avere tra le mani i tre fumetti dedicati a tre donne importanti. Sally, la sua storia è sempre molto coinvolgente, è una delle canzoni più emozionanti, contiene la frase più tatuata di sempre “perché la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia”. Ma personalmente preferisco quando dice “Sally ha già visto che cosa ti può crollare addosso, Sally è già stata punita, per ogni sua distrazione o debolezza, per ogni candida carezza, data per non sentirne l’amarezza…” La storia raccontata è bella e rappresenta abbastanza bene anche la canzone anche se forse avrei preferito qualcosa di più sofferto.
 
Albachiara  -  Dylan Dog #419 - Gabriella Contu e Sergio Gerasi
Mistery - Sergio Bonelli Editore
p. 116 - € 4,40
 
Alba è una ragazza inseguita dagli sguardi insistenti e invadenti di chi le vuole bene e di chi le vuole male, di chi la idealizza e di chi la detesta, di chi non sa conoscerla per ciò che è davvero. Quanto violenti e pervasivi possano essere, a volte, gli sguardi degli altri, da renderci estranei persino a noi stessi? Dylan Dog è alle prese con l’incubo soffocante e straniante della vita di Alba.
La seconda donna rappresentata è Albachiara. Super famosa non c’è dubbio. Qui la storia prende una piega decisamente troppo comica per i miei gusti. Ma è anche vero che stiamo parlando di una ragazza acqua e sapone che viene contaminata dall’oscurità che ha intorno. Quindi carino ma ho preferito di gran lunga Sally.
 
Jenny  -  Dylan Dog #420 - Barbara Baraldi e Furnò Davide
Mistery - Sergio Bonelli Editore
 p. 116 - € 4,40
amazon
 
Dylan Dog si sveglia in una stanza spoglia, buia, senza alcuna apertura. Non sa come ci è arrivato, né come uscirne, ma avverte la voce flebile, dall’altra parte del muro, di Jenny, prigioniera come lui in quel luogo ostile in cui perfino lo scorrere del tempo perde di significato. L’unica cosa che sembra avere senso è arrendersi e dormire, per lasciarsi morire.

Infine, Jenny. Una delle canzoni sicuramente meno conosciute alle masse. Jenny è pazza precisamente. Musicalmente non è tra le mie preferite ma questo fumetto è stato una bomba. Ha messo a nudo la mia anima. Mi sono ritrovata a essere io Jenny. Mi sono sentita sbattere in faccia certe realtà della mia vita che hanno fatto male. “Jenny non vuol più parlare, Non vuol più giocare, Vorrebbe soltanto dormire, Jenny non vuol più capire, Sbadiglia soltanto, Non vuol più nemmeno mangiare, Jenny è stanca, Jenny vuole dormire…” Sicuramente delle tre è stata la mia storia preferita. Quella che ha colpito al cuore e ha fatto male.

Buona lettura!

venerdì 26 novembre 2021

Recensione Assedio e Tempesta di Leigh Bardugo - The Shadow and Bone Trilogy #2

Dopo quasi un mese ho finito Assedio e Tempesta, secondo libro della serie dei Grisha di Leigh Bardugo, seguito di Tenebre e Ossa. Dopo il fermento suscitato dal primo libro devo dire che questa storia mi ha un po’ annoiato.

"Non sarà sempre così" dissi a me stessa. "Più tempo passerai da libera, più diventerà facile." Un giorno mi sarei svegliata da un sonno senza incubi, avrei camminato per strada senza timore. Fino a quel momento, mi tenevo stretta il mio pugnale sottile, desiderando sentire il peso sicuro dell'acciaio Grisha nella mano. Ricercata per tutto il Mare Vero, perseguitata dal senso di colpa per le vite spezzate a causa sua nella Faglia d'Ombra, Alina, la potente Evocaluce, sta cercando di ricostruirsi una vita con Mal in una terra dove nessuno è a conoscenza della sua vera identità. Tuttavia, questo dovrebbe averlo imparato, non si può sfuggire al proprio passato. Né, soprattutto, ci si può sottrarre per sempre al proprio destino. L'Oscuro infatti, che non solo è sopravvissuto alla Faglia d'Ombra ma ha acquisito anche un terrificante nuovo potere, è più determinato che mai a reclamare per sé il controllo della Grisha ribelle e a usarla per impossessarsi del trono di Ravka. Non sapendo a chi altri rivolgersi, Alina accetta l'aiuto di un alleato imprevedibile. Insieme a lui e a Mal combatterà per difendere il suo paese che, in balia della Faglia d'Ombra, di un re debole e di tiranni rapaci, sta andando rapidamente in pezzi. Per riuscirci, però, l'Evocaluce dovrà scegliere tra l'esercizio del potere e l'amore che pensava sarebbe stato sempre il suo porto sicuro. Solo lei infatti può affrontare l'imminente tempesta che sta per abbattersi su Ravka e nessuna vittoria può essere guadagnata senza sacrificio. Finché l'Oscuro vivrà – questo Alina lo sa bene – non esisterà libertà per il suo paese. Né per lei. Forse, dopo tanti tentennamenti, è infine giunto il momento di smettere di scappare e di avere paura. Costi quel che costi.

Assedio e Tempesta - Leigh Bardugo (Roberta Verde)
The Shadow and Bone Trilogy #2 - Grishaverse #2
Fantasy - Mondadori - 19 gennaio 2021
p. 300 - €18,90 - €9,99
 
Tenebre e Ossa è stato un libro incredibile, avventura, magia e cattiveria concentrati in una storia che mi ha coinvolto talmente tanto da farmelo divorare. Prevedevo sicuramente un calo di aspettativa in questo secondo libro in quanto intermedio ma non pensavo fosse così noioso.

Riassumendo Alina e Mal sono orfani e vengono arruolati nel secondo esercito del re, una come mappatrice e l’altro come tracciatore. Viene fuori che Alina è in realtà una Grisha Evocaluce unica nel suo genere, il contrapposto dell’Oscuro che sta a capo del primo esercito composto appunto da Grisha dotati di poteri vari.

L’Oscuro si comporta da sadico e il suo malvagio piano viene fermato da Alina e Mal che scappano. Ebbene il secondo libro parte da qui e inizialmente, quando mi aspettavo che tutto il libro sarebbe stato un’epopea di loro che fuggono dalle grinfie dell’Oscuro, ecco che invece al capitolo due lui li ha già beccati.

Diciamo che questa prima parte mi ha sorpreso, mi è piaciuto l’ambientazione piratesca e il colpo di scena. Ma poi è stata una lenta agonia fino alla fine dove un pochino c’è stata azione. Nella parte centrale non succede niente se non parole, racconti di giornate inutili, Mal e Alina che si allontanano e fanno cavolate che boh non mi so spiegare. Parlate santo cielo! La comunicazione è alla base dei rapporti!

Ad ogni modo sono felice di aver superato questo scoglio e spero che l’ultimo libro della trilogia ritorni al primo splendore che oramai sono curiosa di sapere se finirà o meno questa battaglia tra luce e ombra. La storia resta interessante ma sicuramente le mie aspettative si sono abbassate.

Per adesso continuo a consigliarne la lettura perché tutto sommato è un libro necessario alla conclusione della serie. Io resto però in attesa di una svolta e soprattutto la cosa che più mi sconvolge è che non sono riuscita a capire se sono pro Mal o Oscuro, in realtà mi piacciono entrambi. Chi invece trovo ghiacciolo è proprio Alina la seria. Speriamo si sblocchi un minimo e ci regali un terzo romanzo con i fiocchi.


Buona lettura!

venerdì 19 novembre 2021

Recensione La verità è che non sei distante abbastanza di Chiara Parenti

La quarantena è stata un’esperienza molto forte. C’è chi l’ha vissuta malissimo chi invece si è adattato e ha trovato spunti nuovi di crescita personale. Chi come me ha avuto un figlio e si è dedicata interamente a lui. Chiara Parenti nel suo stile brioso ma serio che la contraddistingue ci regala una storia in cui ritrovarsi e crescere anche in un periodo storico così difficile. Ringrazio Chiara non solo per la copia digitale ma anche per aver raccontato in maniera così veritiera un periodo buio e averci dato speranza.♥

Un’ipocondriaca costretta in casa con l’ex fidanzato durante una pandemia globale. Riuscirà a sopravvivere al lockdown? Marzo 2020. Elena Tonelli è furiosa. L’Italia è in lockdown e lei è rimasta bloccata a Reggio Emilia in un appartamento che odia insieme a Lorenzo, l’ex fidanzato fedifrago che l’ha tradita e dal quale vorrebbe stare a molto più di un metro di distanza. Pasti separati, letti separati, spesa separata. Le regole della prigionia sono chiare ma, anche così, le battaglie sono all’ordine del giorno. Ipocondriaca nel mezzo di una pandemia globale, Elena trascorre le giornate a disinfettare qualsiasi tipo di superficie, dalle 3564 fughe dei pavimenti di casa alle zampe del cane. Lorenzo invece è molto più rilassato su questo punto: entra ed esce di casa ogni giorno con disinvoltura, senza mai dire dove vada, cosa che manda Elena fuori di testa. Per fortuna ci sono le amiche Rebecca, Asia e Giulia che, anche se lontane, le fanno sentire la propria vicinanza tra messaggi e videochiamate. Ma a riempire di colore le giornate grigie di Elena è Alessandro, un affascinante giovane imprenditore che aveva conosciuto qualche mese prima e che sembra intenzionato a volere molto di più che chattare con lei. Tutto cambia la sera del 18 marzo, quando alla tv passano le immagini dei mezzi dell’esercito che trasportano le bare via da Bergamo: per la prima volta, Elena e Lorenzo si rendono conto della gravità di quello che sta succedendo fuori dal loro appartamento, e allora anche la lite sulla tavoletta del wc rimasta alzata perde di significato. Inaspettatamente ricominciano a parlare e in casa inizia il cessate il fuoco. Sarà solo una tregua provvisoria o, intrappolati insieme, riusciranno anche a riscoprire quello che li univa prima? E Alessandro cosa farà? Resterà a guardare?
 
La verità è che non sei distante abbastanza - Chiara Parenti 
Romance - autopubblicato - 10 agosto 2020 - p. 181- € 2,99
 
La storia è ambientata in pandemia durante il lockdown. Una coppia che è scoppiata causa tradimento si ritrova bloccata nella stessa casa. Quindi Elena la protagonista non solo si trova ad affrontare il covid ma pure con l’ex bloccato in casa. Ebbene siccome al peggio non c’è mai fine e se ci si mette pure il lavoro? Elena va in pezzi. Ma l’autrice ci dimostra che per risalire alla grande bisogna prima toccare il fondo.

Attraverso la storia di questa ragazza sfortunata e ipocondriaca viviamo tutte le insicurezze del periodo ma anche quelle che abbiamo dentro. Elena da voce ai nostri problemi, ai pianti, alla rabbia ma anche alla speranza e alla gioia. È facile rivedersi in lei, empatizzare non solo nelle disgrazie ma anche in quei barlumi di luce che prima o poi arrivano.

L’autrice è molto brava e riesce a far provare uno spettro diverso di emozioni tanto che risulta impossibile non divorare il romanzo in pochi giorni. Non ho ancora letto i primi libri di Chiara Parenti ma di suo mi sono innamorata di Per lanciarsi dalle stelle che è molto profondo e toccante. In questo libro invece l’autrice torna allo stile frizzante da chick lit dei suoi primi lavori ma ha aggiunto tutta una parte introspettiva della protagonista in cui il lettore si ritrova e la vive sulla propria pelle.

Ancora una volta questa autrice regala dei romanzi che non solo intrattengono ma coinvolgono e danno spunti di riflessione importanti. Da recuperare assolutamente.


Buona lettura!

martedì 2 novembre 2021

Recensione Drive di James Sallis

Ho intrapreso la lettura di Drive dopo aver visto il film cult omonimo e soprattutto dopo aver letto nel libro dei film cult che era appunto tratto da un romanzo. Il film mi è piaciuto, ho scoperto un Ryan Gosling inedito e una storia secca ma avvincente.
 
Driver, l’enigmatico protagonista di cui non si conosce il nome ma solo la professione, lavora come stuntman a Hollywood, è uno dei migliori e questo potrebbe bastargli. Ma Driver all’occasione accetta anche di fare da autista per una gang che abbia un buon colpo per le mani. È un uomo distaccato, freddo, senza sogni o obiettivi lontani, disilluso da una vita che fin da bambino gli ha fatto conoscere l'abbandono e la violenza. Non ha amici, non sembra avere sentimenti – se non quel che traspare a volte nei confronti di persone ferite, come lui – e quando si tratta di lavoro non ha eguali: «Non partecipo, non so nulla, non ho armi. Io guido, faccio solo quello. Nient’altro». Ma nonostante questa filosofia a salvaguardia della propria incolumità fisica e interiore, Driver rimane coinvolto in una rapina che finisce male e si ritrova ferito in un motel a nord di Phoenix, in compagnia di tre cadaveri inzuppati nel sangue e di una borsa con oltre duecentomila dollari. Per l’”autista”, sulla cui testa gli ex compagni hanno ora messo una taglia, ha inizio una fuga tra l'Arizona e Los Angeles, uccidendo chi costituisce una minaccia e cercando di capire chi può aver fatto il doppio gioco. Ma la fuga è per Driver anche l’occasione per ripercorrere le tracce della propria esistenza, della propria passione per le auto, della propria bravura riconosciuta da attori e registi nella mecca del cinema. Ed è anche l’occasione per riflettere sui motivi per cui un uomo non può cambiare strada nella vita, non ha la scelta di uscire da una cupa realtà che lo accompagna fin dalla nascita e che sempre più appare scaricargli addosso tutta la propria brutalità e violenza.
 
Drive - James Sallis (Luca Conti) 
Fiction - Giano - 18 maggio 2006 - p. 160 - € 6,75 - € 11,66
 
 
Drive è un libro particolare, la scrittura di Sallis è asciutta e diretta. Racconta la storia di questo ragazzo senza nome (infatti per tutto il libro verrà chiamato solo con appellativi) che vive da solo, ogni due mesi cambia casa, fa lo stuntman di professione, guida le auto durante le riprese di inseguimenti spettacolari e rocamboleschi, e nel tempo libero fa l’autista su commissione per diverse rapine.

È un uomo di poche parole. Ha regole ben precise che rispetta rigorosamente. Lui guida e basta. È bravo sa quel che fa e vive la sua vita così. La lettura è intervallata da flashback del suo passato che ci permettono di scoprire i diversi traumi infantili che probabilmente l’hanno portato a essere l’uomo distaccato e pragmatico che conosciamo. Tutto si complica quando una rapina finisce male e lui si ritrova in un motel con un mucchio di soldi, circondato da cadaveri.

Il romanzo è meno coinvolgente rispetto al film, Driver ci viene descritto come un uomo freddo, calcolatore che non vacilla. Nonostante la situazione in cui si ritrova riesce a mantenere il sangue freddo e la mente lucida. Mi ha ricordato qualche passaggio dei film di Tarantino, in cui basta un attimo perché una situazione apparentemente tranquilla si trasformi in bagno di sangue.

Mi è piaciuto perché veloce da leggere, diretto e semplice ma onestamente il film mi ha coinvolto di più. Probabilmente perché quel pizzico di umanità di Driver, che nel libro è mancata, ha reso più godibile il tutto.
 
Buona lettura!

giovedì 28 ottobre 2021

Recensione Io so chi sei di Paola Barbato - Zoo #2

Martedì ho saltato la recensione che vedrò di recuperare domani, ma oggi non si discute e si prosegue a parlare di thriller con Io so chi sei, secondo libro della serie Zoo di Paola Barbato.

Sono passati solo due anni, e di tutto ciò che è stata non è rimasto nulla. Lena era brillante, determinata, brava a detta di tutti, curata, buona. Poi nella sua vita era entrato Saverio, e tutto era stato stravolto. Quel ragazzo più giovane, che viveva per essere contro qualsiasi regola, pregiudizio, conformità, l'aveva trasformata. E non erano solo i vestiti, i capelli, le parole. Era lei, le sue sicurezze, il suo amor proprio. Tutto calpestato in nome di un amore che agli occhi di tutti gli altri era solo nella sua testa. Il giorno in cui lui era finito in Arno, dato per disperso prima e per morto poi, qualcosa in Lena si era spento definitivamente. Sono passati due anni, e di Saverio le resta il cane Argo, che ancora la vive come un'usurpatrice, e un senso di vuoto dolente e indistruttibile. La sera in cui trova nella cassetta della posta un cellulare, Lena pensa che si tratti di uno scherzo, oppure di uno sbaglio. Ma bastano pochi minuti per rendersi conto che quell'oggetto può cambiare la sua vita. Perché i messaggi che arrivano, e a cui lei non può rispondere, parlano di cose che solo Saverio può sapere. E quindi è vivo. È tornato. Così, senza che Lena se ne accorga, quell'oggetto diventa l'unica linfa vitale a cui abbeverarsi, e non importa che i messaggi siano sempre più impositivi e le ordinino di commettere atti di cui mai si sarebbe pensata capace. Perché se lei farà la brava, lui rientrerà nella sua vita. O questo è ciò che pensa. Almeno fino a quando le persone che le stanno intorno cominciano a morire. E il gioco si fa sempre più crudele. E la prossima vittima prescelta potrebbe essere lei.
 
Io so chi sei - Paola Barbato - Zoo #2
Thriller - Piemme - 21 maggio 2019 - p. 520- € 11,90 - € 7,99
Riscrivo la precisazione messa nella recensione di Zoo. Io so chi sei fa parte di una trilogia quindi avrà delle risposte in più di Zoo ma comunque alcune lacune rimarranno, colmate definitivamente in Vengo a prenderti. È il primo libro pubblicato della serie ma andrebbe letto per secondo perché in Io so chi sei vengono fuori informazioni che completano Zoo. Se si legge prima Io so chi sei e poi Zoo, ve lo dico chiaramente ci si rovina tutto Zoo a partire dal finale, perché i due libri si svolgono per un certo momento in contemporanea. Vengo a prenderti invece è l’ultimo perché chiude il cerchio e prosegue da dove ci hanno lasciato sia Zoo che Io so chi sei.
 
In questo libro seguiamo Lena una ragazza che due anni dopo aver perso tragicamente il fidanzato, che si è buttato da un ponte, si ritrova alle prese con l’eredità del defunto, ovvero un cane di non semplice gestione, un gruppo di amici animalisti e una depressione traboccante. La sua piatta vita subirà uno scossone quando un cellulare comparirà misteriosamente nella sua casella di posta e il mittente inizierà un gioco perverso con lei, rivelandole che il fidanzato scomparso in realtà è vivo e prigioniero. Ecco che il lettore inizia a unire determinati puntini e l’identità di Lena da anonima persona diventa presto chiave di svolta. Non mi addentro ulteriormente nella trama perché essendo tutto collegato rischierei spoiler.

Parlerò invece, di quanto io abbia detestato questo personaggio. Moscia, apatica e debole, tutto l’opposto di Anna di Zoo. Ho letto dei pareri di persone che criticavano Anna proprio per la sua troppa sicurezza e arroganza ma per quanto mi riguarda meglio lei a Lena! Col senno di poi vi dico che i due caratteri sono tutti calcolati perfettamente dalla Barbato, e che alla fine, chi per un verso chi per l’altro, risultano antipatiche entrambe al lettore.

Ho avuto alcune difficoltà a terminare il romanzo perché nella parte centrale la mia lettura ha subito una battuta di rallentamento. Lentissimi gli eventi, noiose le azioni di Lena, capitoli infiniti sulla giornata della povera sciagurata, il tutto ha veramente messo a dura prova la mia perseveranza di lettrice. Poi per fortuna superato un buon settanta percento il libro è scivolato verso la fine tenendomi incollata alla storia che nel suo insieme è congeniata alla perfezione e interessante.

Purtroppo, anche qui ho riscontrato quella sensazione che ho provato in tutti i libri dell’autrice, tranne in Zoo. Atteggiamenti e azioni ripetuti che rallentano la lettura e portano il lettore ad annoiarsi e quindi a distrarsi. Probabilmente uno sfoltimento di pagine avrebbe reso il tutto più fluido.

Ad ogni modo se avete letto Zoo e combattuto con Anna dovete per forza leggere Io so chi sei e sorbirvi la depressa Lena. Tutto comincerà ad acquistare un senso e presto vi ritroverete a leggere Vengo a prenderti senza quasi rendervene conto.  Quasi.

Buona lettura!

 

giovedì 7 ottobre 2021

Recensione La mia prediletta di Romy Hausman

Ho approfittato degli ultimi giorni di Storitel per ascoltare un thriller che mi ispirava, sulla scia di Ellie all’improvviso. Nel complesso mi è piaciuto sia come trama sia come finale, l’unica cosa che non mi ha fatto impazzire è la lentezza di certi punti. Ma andiamo con ordine. Un applauso a Stefania Rusconi per la sua lettura interpretativa molto coivolgente.

In una notte gelida, un'ambulanza porta in ospedale una donna investita da un'auto sul ciglio del bosco. È incosciente e senza documenti. Con lei c'è una bambina dalla pelle bianchissima e gli occhi di un azzurro glaciale. L'unica informazione che riesce a dare su sua madre è che si chiama Lena. A poco a poco, però, lo strano comportamento della piccola insospettisce i medici. Non conosce il suo cognome, né il nome di suo padre, né l'indirizzo di casa: vivono chiusi in una capanna perché «nessuno li deve trovare». E il terrore sale quando la bambina afferma innocentemente, come se fosse la cosa più normale del mondo, che sua madre «ha ucciso per sbaglio papà», ma non serve chiamare la polizia perché hanno lasciato il fratellino Jonathan a ripulire quelle brutte macchie rosse sul tappeto... Appena viene avvisato, il commissario capo Gerd Brühling ha subito un'intuizione: quella donna non può essere che Lena Beck, la figlia del suo migliore amico, scomparsa 14 anni prima. Ma c'è qualcosa di vero in ciò che racconta quella strana bambina? Come ritrovare la capanna, il fratellino e il cadavere del rapitore, se davvero è stato ucciso? All'arrivo dei genitori di Lena in ospedale, una realtà ancora più sconcertante verrà alla luce. E sarà difficile districarsi in questa rete di verità, fantasie infantili, indizi contrastanti.
 
La mia prediletta - Romy Hausman (Daniele Alida)
Thriller - Giunti - 28 ottobre 2020
p. 384- €16,90
  

Il racconto si apre con un articolo di cronaca in cui si parla della scomparsa di una ragazza. Ma subito dopo l’autrice ci dice che una donna e una bambina sono su un’ambulanza dirette all’ospedale dopo che un’auto ha investito la donna. Da qui si snoda tutta la vicenda chi è la donna? E la bambina che la chiama mamma è davvero sua figlia?

La storia molto malata, tratta di rapimento e ossessione. È una vicenda articolata ma anche ben raccontata. Alcune rivelazioni le avevo anticipate ma non il finale. Il libro si snoda in tre punti di vista: Anna la bambina trovata, Lena la presunta madre e il padre di Lena e nonno di Anna.

Non posso raccontare molto della trama perché il colpo di scena è dietro l’angolo e non solo alla fine quindi rischierei di rovinarvi la lettura che io ho apprezzato anche perché non sapevo molto della trama. Posso però dirvi che la storia è coinvolgente e tiene incollato il lettore alle pagine. Quello che mi ha un po’ annoiato sono alcune parti intermedie in cui l’autrice racconta i pensieri e le emozioni dei vari personaggi che seppur interessanti e utili per la costruzione del personaggio hanno rallentato a tratti il ritmo della narrazione.

Una storia ben costruita, letta magistralmente, e anche se non totalmente originale mi ha saputo coinvolgere e interessare. Mi ha presa quel giusto da farmelo divorare in quattro giorni, quindi, la consiglio agli amanti dei thriller psicologici con poca azione e tanti colpi di scena e a chi ama le storie un po’ malate e di ossessione.

Buona lettura!

martedì 5 ottobre 2021

Recensione Mary Poppins di PL Travers

Questa volta la scelta audiolibro è ricaduta su Mary Poppins, letto da Paola Cortellesi. Ho scelto questo audiolibro per la sua brevità, DOPO IL FLOP DI KILL CREEK MI SERVIVA UNA LETTURA BREVE,  e perché ero curiosa di sapere se la penna di PL Travers fosse nelle mie corde.

Quando Mary Poppins, sospinta dal Vento dell’Est, si posa davanti al numero 17 del Viale dei Ciliegi, tutto cambia nella vita della famiglia Banks. La più stravagante tra tutte le bambinaie, con i suoi guanti bianchi e la borsa magica che contiene persino un letto da campo, scivola leggera sulla ringhiera ed è pronta a incantare i bambini in avventure sorprendenti. E noi, come Giovanna e Michele, non possiamo che sospirare: “Mary Poppins, non ci lascerai mai, vero?”.
 
Mary Poppins - PL Travers (Marta Barone)
Classico - Rizzoli - 9 ottobre 2018
p.199- €12,00 - €5,99
  

Tutti adorano il film Disney, forse però non tutti conoscono il film Saving Mr Banks che racconta la storia della scrittrice di Mary Poppins al momento in cui Disney ha comprato i diritti per farne un film. Ecco in questo film viene spiegato molto bene come le idee della scrittrice e le idee di Disney fossero distanti.

Solo dopo aver letto il libro si capisce quanto il film abbia edulcorato l’atteggiamento militaresco della tata e abbia aggiunto dolcezza all’intera storia. Infatti, la tata più famosa del mondo è in realtà una donna molto fredda e nonostante la magia che l’accompagna, non perde occasione per riportare i bambini con i piedi per terra anche in modi spesso bruschi.

Nel romanzo ci sono episodi non presenti nel film ma che nulla hanno aggiunto alla storia, in compenso l’aspetto familiare non è assolutamente trattato. Il padre resta assente anche come figura nel libro e la madre invece si presenta come una donna superficiale.
Quando cambia il tempo Mary Poppins va via ma non ha risolto alcun problema familiare, non ha creato calore e sinceramente non mi capacito di come i due bambini si possano essere affezionati a una donna così austera. Ok accanto a lei succedono cose inaspettate ma nel complesso l’ho trovata parecchio antipatica.

In ultimo l’episodio dei gemelli mi ha messo una tristezza addosso, perché in un capitolo racconta di come questi infanti, fratelli minori di Jane e Michael, godessero della magia proprio perché ancora puri ma che nel giro di poco abbiano fatto quello scatto di crescita che li ha portati a dimenticarsi di tutto. Una metafora della disillusione degli adulti sicuramente, ma molto triste a livello narrativo.

Poi capisco il tempo e il luogo in cui la storia è stata scritta e quindi ambientata ma nonostante riesca a inquadrarla nella società non sono riuscita a godermela. Credo proprio che resterò dalla parte di Disney e del suo film stupendo che ci ha permesso di sognare da bambini ma continua a farlo anche adesso da adulti, in barba a PL Travers.

 
Buona lettura!

martedì 27 luglio 2021

Recensione Cosa sognano i pesci rossi di Marco Venturino

Cosa sognano i pesci rossi è un libro che mi ha fatto leggere la mia sorellina. È uno di quei libri che difficilmente avrei letto senza un suo consiglio. Una lettura tosta che tratta argomenti difficili che aprono gli occhi a chi per sua fortuna non ha passato momenti come questi.

Pierluigi Tunesi, quarantacinquenne di successo e soddisfatto della propria esistenza, si trova - a seguito di complicanze sopraggiunte dopo un intervento chirurgico - ricoverato in gravi condizoni in un reparto di Terapia intensiva. Luca Gaboardi, quarantacinquenne in difficioltà e in conflitto con la propria esistenza, è il medico responsabile del reparto nel quale Pierluigi è stato ricoverato. Due uomini totalmente diversi, due vite andate in direzioni opposte, si trovano per destino faccia a faccia. Abbandonato, dopo l'operazione malriuscita, dal grande chirurgo privo di scrupoli che lo ha operato, e scaricato nelle mani frettolose, frustrate ma ancora non indegne di Gaboardi, nel giro di pochi giorni Tunesi ha visto se stesso trasformarsi, da uomo rispettato e potente, in "pesce rosso": un paziente bisognoso di tutto, incapace di parlare, di dare sfogo a quel dolore che pure sente con una nitidezza abbacinante, con una misura resa atroce, implacabile, dall'impossibilità di esprimerlo. Mentre Gaboardi, con i suoi fallimenti simili a quelli di tanti suoi colleghi, è soltanto una delle "facce verdi" che, indistinte, inadeguate, indifferenti, si chinano sul dolore altrui. Eppure questi due uomini, questi due coetanei le cui vite hanno avuto percorsi tanto diversi, hanno ancora qualcosa da dire e da dare. A se stessi, alla vita, e l'uno all'altro.
 
Cosa sognano i pesci rossi - Marco Venturino
Fiction - Mondadori - 31 ottobre 2016
p.252 - €11,50- €7,99
  

Ho letto questo libro sapendo a tratti l’argomento. Pensavo fosse più sullo stile de Lo scafandro e la farfalla, una luce nel buio. Invece qui non c’è positività. C’è realismo. Un realismo duro. Raccontato con durezza. Persone in terapia intensiva, più o meno gravi, intubate, in balia degli eventi, ma con un solo triste epilogo.

SI alternano capitoli di un ricoverato in terapia intensiva e di un medico del reparto dell’ospedale in questione. Non solo si alternano i due punti vista ma ci sono parecchie riflessioni, pensieri e considerazioni. La parte del paziente è straziante, si sente tutta la disperazione e il terribile declino mentale. Il medico invece racconta tutta la frustrazione di dover non solo vedere crollare inesorabilmente i pazienti ma anche dover affrontare i colloqui con i vari parenti pur rimanendo cinico e distaccato.

Difficile per entrambe le parti. Difficile leggerlo. Probabilmente anche difficile scriverlo. Non ho particolarmente apprezzato lo stile così asciutto e duro. Ma forse se fosse stato raccontato diversamente non avrebbe avuto lo stesso impatto emotivo.

Consigliato a tutti per uscire, ogni tanto, dalla propria confort zone e scoprire differenti punti vista. Per riflettere e approfondire qualcosa che spesso diamo per scontato.

 
Buona lettura!

giovedì 22 luglio 2021

Recensione Monster di Christopher Pike

Pike nella mia adolescenza è stato uno dei miei scrittori preferiti. Ricordati di me e Amiche per la pelle, sono romanzi che rileggo con piacere. Ho quindi deciso di recuperare usati tutti i suoi libri tradotti in italiano BEN POCHI AHIMÈ

Angela è appena arrivata nella tranquilla cittadina di Point, per vivere con il nonno. Ma la prima, ambita, festa a cui è invitata si trasforma in una carneficina: due ragazzi vengono uccisi a sangue freddo da Mary, la sua nuova migliore amica. Perché lo ha fatto? Perché si ostina a dire che non erano esseri umani, ma mostri assetati di sangue? E perché la implora di non uscire con Jim, il ragazzo per cui Angela prova un'attrazione irresistibile? Un'antica leggenda affiora dalle acque del lago e sembra diffondere la violenza assassina come un veleno. Angela lotta contro gli impulsi più viscerali per capire chi è Jim e risolvere il mistero, ma ben presto capisce di non essere più padrona di se stessa, né del proprio corpo. E mentre si abbandona nelle gelide acque del lago, una brama divorante la possiede sempre più.
 
Monster - Christopher Pikec (Angela Ragusa)
Horror - Mondadori - 16 febbraio 2010
p.220 - €16,00
  

La me bambina leggeva horror, partita con i piccoli brividi CHE HO QUASI TUTTI, ha proseguito con ogni storia macabra catalogata per ragazzi. In effetti rispetto ad oggi le storie horror per ragazzi anni '90 erano molto più popolari allora. Da Monster e soprattutto da Pike non potevo aspettarmi diversamente. Una storia cruda per l’età di lettura, ben scritta, asciutta e completa.
 
Angela si ritrova a una festa in cui la sua migliore amica spara con un fucile e uccide due compagni di scuola e insegue il suo ex ragazzo. Angela dopo un secondo di shock rincorre la sua amica e salva il ragazzo. Da qui si apre l’indagine della ragazza per capire cosa ha spinto Mary a compiere quegli atti di indicibile violenza. 

La storia trascende nell’irreale ma lo fa con una naturalezza e con una velocità che il libro si divora in poche ore. Per tutta la lettura la sensazione di fermento mi ha accompagnata e alla fine mi è pure spuntato un sorriso per quei finali felici ma non troppo che caratterizzano spesso i romanzi di questo tipo. 

Per quanto mi riguarda Christopher Pike si riconferma una certezza. Certo rimane sempre un libro per un target più giovane ma è scritto in uno stile che a me piace perché oltre a fare un giro nella valle dei ricordi mi aiuta in quei momenti in cui sento il blocco del lettore dietro l’angolo o anche solo a distrarmi in maniera veloce ed efficace. Quindi lo consiglio alle persone affini a me, che si sparavano mille piccoli brividi e company, che non perdono un film horror seppur trash e che sorridono quando il finale apparentemente felice nasconde una nota malata.
 
Buona lettura!

 

martedì 20 luglio 2021

Recensione Thunderhead di Neal Shusterman - Arc of Scythe #2

Finalmente dopo un anno sono riuscita a leggere il seguito di Falce. Ad agosto mi piacerebbe leggere il terzo e completare così questa trilogia originale CHE ASPETTO IN FLESSIBILE PER L’ACQUISTO

In un mondo che ha sconfitto fame, guerre e malattie, le falci decidono chi deve morire. Tutto il resto è gestito dal Thunderhead, una potentissima intelligenza artificiale che controlla ogni aspetto della vita e della società. Tranne, appunto, la Compagnia delle falci.
Dopo il loro comune apprendistato, Citra Terranova e Rowan Damisch si sono fatti idee opposte sulla Compagnia e hanno intrapreso strade divergenti.
Da ormai un anno Rowan si è ribellato ed è fuggito, diventando una vera leggenda: Maestro Lucifero, un vigilante che mette fine alle esistenze delle falci corrotte, indegne di occupare la loro posizione di privilegio. Di lui si sussurra in tutto il continente.
Ormai divenuta Madame Anastasia, Citra è una falce anomala, le sue spigolature sono sempre guidate dalla compassione e il suo operato sfida apertamente il nuovo ordine. Ma quando i suoi metodi vengono messi in discussione e la sua stessa vita minacciata, appare evidente che non tutti sono pronti al cambiamento.
Il Thunderhead osserva tutto, e non gli piace ciò che vede. Cosa farà? Interverrà? O starà semplicemente a guardare mentre il suo mondo perfetto si disgrega?
 
Thunderhead - Neal Shusterman (Lia Tomasich) - Arc of a Scythe #2
Distopico - Mondadori - 13 ottobre 2020
p.396- €20,00 - €10,99
  

Avevamo lasciato i nostri protagonisti alle prese con la Compagnia delle Falci, Citra oramai ordinata Falce con il nome di Madame Anastasia vive insieme a Madame Curie e spigola seguendo delle regole tutte sue basate su principi all’insegna dell’umanità e della compassione. Rowan invece si è autoproclamato Maestro Lucifero, una falce dalla veste nera che spigola solo le falci corrotte. 

Oltre ai loro due percorsi narrativi che poi a un certo punto si intersecano, seguiamo il redivivo Maestro Faraday sotto copertura che cerca di svelare i misteri che aleggiano sulla Compagnia e il Thunderhead attraverso la lettura dei vecchi diari cartacei delle falci originali conservati negli archivi centrali. Ma questo filone seppur interessante ha uno sviluppo abbastanza monotono. 

Scopriamo poi un nuovo personaggio Greyson Tolliver, un ragazzo che ha sempre interagito con il Thunderhead, il mega computer pensante che tutto vede e tutto sa E MI RICORDA MOLTO AIDEN DI ILLUMINAE, ma che per una serie di circostanze diventa un losco. I loschi sono una classe sociale che ricorda i delinquenti dell’era mortale, emarginati e mal visti, tentano dei sabotaggi alla Compagnia delle Falci. La sua storia proprio perché fuori dal coro mi ha interessato di più ma anche qui il suo svolgimento a un certo punto ha assunto una venatura fiacca.

Se nella prima parte la lettura ha ingranato lentamente, se non per alcune cose che mi hanno fatta rimanere di stucco, la parte finale è stata invece un turbinio di azioni che mi ha spinto a finirlo in rapidità. Nel complesso è stato un buon romanzo, ben costruito e originale, solo che come capita a molte trilogie, si avverte che è un libro intermedio, fatto di ponti che collegano il primo al terzo volume. Per ora mi sento di continuare a consigliare la lettura di questa serie perché le basi sono insolite e la scrittura di Shusterman riesce a interessare il lettore ma il verdetto decisivo lo darà l’ultimo romanzo dal titolo The Toll.


 

 
Buona lettura!

giovedì 15 luglio 2021

Recensione Ossigeno di Sasha Naspini

Oggi voglio parlare di Ossigeno di Sasha Naspini, un libro di cui ho sentito parlare benissimo, di cui avevo alte aspettive, UN PO' COME CON NINFEE NERE, ma che questa volta ha deluso un po' le attese.

Laura scompare nel nulla il 12 agosto del ’99, a otto anni. Viene ritrovata in un container il 6 ottobre del 2013. Adesso di anni ne ha ventidue. Luca sta cenando con suo padre, i carabinieri irrompono, portano via l’uomo. Le accuse mosse nei confronti dello stimato professor Carlo Maria Balestri sono gravissime: dietro la facciata di un antropologo di fama si nasconde il Male. Suo figlio non può che assistere alla scena, impotente. Cosa succede se un giorno scopri che la persona che ti ha generato è un mostro? Ossigeno è la storia di ciò che resta. La cattura del maniaco non è la fine di un incubo: segna l’inizio di nuove vite. L’esperimento perverso del professor Balestri continua: non imprigiona più delle bambine in una scatola di ferro, ci sono altre gabbie con le quali in molti devono confrontarsi. Per esempio quella genetica, del sangue, da cui Luca non ha via d’uscita. E com’è parlare a una figlia sopravvissuta a quattordici anni di reclusione? Laura sorride, si comporta come una ragazza normale. Ma a volte è colta da una sorta di raptus: dopo essersi persa nella città entra in un bar qualsiasi e si chiude in bagno. Se può, resta lì anche per un’ora. È il suo modo per riprendere fiato e poi tornare all’aperto, in apnea. Qualcuno è lì, la sta seguendo e lei lo sa. La domanda che continua a risuonare è questa: chi ha rinchiuso chi?
 
Ossigeno - Sasha Naspini
Thriller - Edizioni E/O - 18 settembre 2019
p.142 - €15,20 - €11,99
  

Un po’ delusione un po’ incomprensione, questo è il sentimento che mi ha suscitato Ossigeno. E pensare che ho apprezzato molto durante la lettura tutto il resto del romanzo. Sul finale però è come se si fosse sgonfiato. Non sapevo bene cosa aspettarmi da questa lettura, ma sicuramente essendo tanto declamata ne ero molto incuriosita. La trama in breve racconta di Luca che scopre in tarda età che il padre negli anni ha sequestrato e probabilmente ucciso diverse bambine/ragazze. Una sola si è, per così dire salvata. Laura.
 
In tutta questa prima parte mi sono messa nei panni di Luca, un figlio che scopre una verità così agghiacciante da non sapere come reagire. Insospettabile, il padre, si era sempre comportato bene e in un incrocio tra presente e passato Luca ci racconta la sua vita fino alla scoperta e poi all’arresto del mostro del golfo. Luca allora inizia a provare una certa ossessione per Laura, l’unica sopravvissuta. Senza mai toccarla o parlarle la osserva nella sua quotidianità. Poi passiamo al racconto di Laura, un salto, anche il suo, tra presente e passato di ciò che lei ha subito e dei relativi effetti. Infine, c’è anche una parte delle persone esterne a Laura, a come hanno reagito alla scomparsa prima e al ritrovamento poi. 
 
Fin qui è stato un romanzo molto potente, che analizza la psicologia dei personaggi e mette il lettore davanti a delle crude realtà. Il problema a mio avviso è sul finale. L’autore ha intessuto un crescendo intenso e coinvolgente che porta il lettore a domandarsi come possa concludersi una storia così malata. E poi non so bene come sia accaduto ma il tutto è sfumato. La bolla si è infranta ed è rimasto un finale arido e anche un po’ inverosimile. Ci sono rimasta male, sembra che alla fine l’autore si sia chiesto come concludere questa storia e non avendo idee degne del libro scritto fin qui ha messo una pezza. Peccato perché se nel caso di Ninfee Nere, Bussi ha imbastito una trama all’apparenza monotona per confonderci e colpirci col finale, Naspini con Ossigeno ha fatto l’esatto contrario. Consigliato a chi vuole addentrarsi nella psicologia dei personaggi che ruotano attorno a un serial killer con l’avviso a non aspettarsi il colpo di scena finale perché altrimenti ne rimarrete delusi.
 
Buona lettura!

giovedì 8 luglio 2021

Recensione Circe di Madeline Miller

Il libro di oggi è stata una lettura interessante che mi ha permesso di riscoprire la mitologia greca e ha donato umanità a una dea.

Ci sembra di sapere tutto della storia di Circe, la maga raccontata da Omero, che ama Odisseo e trasforma i suoi compagni in maiali. Eppure esistono un prima e un dopo nella vita di questa figura, che ne fanno uno dei personaggi femminili più fascinosi e complessi della tradizione classica. Circe è figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma è tanto diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere difficile, un temperamento indipendente; è perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei mortali a quella degli dèi. Quando, a causa di queste sue eccentricità, finisce esiliata sull’isola di Eea, non si perde d’animo, studia le virtù delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, affina le arti magiche. Ma Circe è soprattutto una donna di passioni: amore, amicizia, rivalità, paura, rabbia, nostalgia accompagnano gli incontri che le riserva il destino – con l’ingegnoso Dedalo, con il mostruoso Minotauro, con la feroce Scilla, con la tragica Medea, con l’astuto Odisseo, naturalmente, e infine con la misteriosa Penelope. Finché – non più solo maga, ma anche amante e madre – dovrà armarsi contro le ostilità dell’Olimpo e scegliere, una volta per tutte, se appartenere al mondo degli dèi, dov’è nata, o a quello dei mortali, che ha imparato ad amare.

 

Circe - Madeline Miller (Marinella Magrì, Maria Grazia Ciani)
Mythology - Marsilio - 14 gennaio 2021 - p. 416 - € 11,40 - € 7,99
 
La mitologia greca mi ha sempre affascinato. Non ne sono una appassionata, ho letto stralci di Iliade e Odissea a scuola senza mai approfondire troppo. Circe la ricordo nel viaggio di Ulisse/Odisseo, vagamente come la maga che trasformava in porci i marinai CHE PORCI ERANO IN EFFETTI. Non mi dilungherò in discussioni su quanto quello raccontato dalla Miller sia vero o meno. Per quanto mi riguarda l'autrice ha preso la figura mitologica di Circe e ne ha raccontato la sua versione. Una versione molto dura, per la prima volta una dea invece di essere eretta su un piedistallo viene "abbassata" al livello mortale. La Miller descrive una Circe umana, una donna segnata dai pregiudizi, una di noi. Ce la racconta fin dalla nascita, rifiutata dalla madre, disprezzata dal padre per la sua apparente inutilità e schernita dai fratelli.

Una vita difficile per una dea, una vita difficile per chiunque, ma anche una forza pazzesca trasmessa in queste pagine a noi lettori. La fragilità e la passione di Circe le hanno permesso di vedere negli umani qualcosa di più, di apprezzare e quasi invidiare la loro breve ma intensa vita. Lei che secoli dopo secoli non cercava altro che la felicità.

Cosa non ho apprezzato pienamente? La lentezza della parte centrale del romanzo. Durante il suo esilio sull’isola di Eea mentre il lettore attendeva l'episodio più famoso che caratterizza la maga, le sue giornate sono state scandite da azioni ripetute e pensieri sul senso di vivere in eterno. Questi momenti in solitaria sull'isola li ho trovati un po' lunghi, sembrava proprio non passare mai. In realtà anche dopo che Odisseo è arrivato e si è fermato con lei sull’isola, anche quei momenti sono stati parecchio noiosi, ripetitivi ecco.

Ho trovato, invece, interessanti le storie parallele che si intrecciano con la vita di Circe, per esempio, la creazione del mostro di Scilla e la nascita del Minotauro, ma anche l’epilogo di Arianna e Teseo e anche cosa accadde a Ulisse una volta tornato in patria anni dopo la strage dei Proci.

In conclusione, è un romanzo molto intenso, nonostante sia mitologico racconta delle realtà molto vicine al lettore e dona una visione diversa più empatica rispetto al ricordo che abbiamo della maga. Lo consiglio a chi si ricorda i miti greci e vuole scoprire una versione “umana” della dea e maga Circe.
 
Buona lettura!