giovedì 15 luglio 2021

Recensione Ossigeno di Sasha Naspini

Oggi voglio parlare di Ossigeno di Sasha Naspini, un libro di cui ho sentito parlare benissimo, di cui avevo alte aspettive, UN PO' COME CON NINFEE NERE, ma che questa volta ha deluso un po' le attese.

Laura scompare nel nulla il 12 agosto del ’99, a otto anni. Viene ritrovata in un container il 6 ottobre del 2013. Adesso di anni ne ha ventidue. Luca sta cenando con suo padre, i carabinieri irrompono, portano via l’uomo. Le accuse mosse nei confronti dello stimato professor Carlo Maria Balestri sono gravissime: dietro la facciata di un antropologo di fama si nasconde il Male. Suo figlio non può che assistere alla scena, impotente. Cosa succede se un giorno scopri che la persona che ti ha generato è un mostro? Ossigeno è la storia di ciò che resta. La cattura del maniaco non è la fine di un incubo: segna l’inizio di nuove vite. L’esperimento perverso del professor Balestri continua: non imprigiona più delle bambine in una scatola di ferro, ci sono altre gabbie con le quali in molti devono confrontarsi. Per esempio quella genetica, del sangue, da cui Luca non ha via d’uscita. E com’è parlare a una figlia sopravvissuta a quattordici anni di reclusione? Laura sorride, si comporta come una ragazza normale. Ma a volte è colta da una sorta di raptus: dopo essersi persa nella città entra in un bar qualsiasi e si chiude in bagno. Se può, resta lì anche per un’ora. È il suo modo per riprendere fiato e poi tornare all’aperto, in apnea. Qualcuno è lì, la sta seguendo e lei lo sa. La domanda che continua a risuonare è questa: chi ha rinchiuso chi?
 
Ossigeno - Sasha Naspini
Thriller - Edizioni E/O - 18 settembre 2019
p.142 - €15,20 - €11,99
  

Un po’ delusione un po’ incomprensione, questo è il sentimento che mi ha suscitato Ossigeno. E pensare che ho apprezzato molto durante la lettura tutto il resto del romanzo. Sul finale però è come se si fosse sgonfiato. Non sapevo bene cosa aspettarmi da questa lettura, ma sicuramente essendo tanto declamata ne ero molto incuriosita. La trama in breve racconta di Luca che scopre in tarda età che il padre negli anni ha sequestrato e probabilmente ucciso diverse bambine/ragazze. Una sola si è, per così dire salvata. Laura.
 
In tutta questa prima parte mi sono messa nei panni di Luca, un figlio che scopre una verità così agghiacciante da non sapere come reagire. Insospettabile, il padre, si era sempre comportato bene e in un incrocio tra presente e passato Luca ci racconta la sua vita fino alla scoperta e poi all’arresto del mostro del golfo. Luca allora inizia a provare una certa ossessione per Laura, l’unica sopravvissuta. Senza mai toccarla o parlarle la osserva nella sua quotidianità. Poi passiamo al racconto di Laura, un salto, anche il suo, tra presente e passato di ciò che lei ha subito e dei relativi effetti. Infine, c’è anche una parte delle persone esterne a Laura, a come hanno reagito alla scomparsa prima e al ritrovamento poi. 
 
Fin qui è stato un romanzo molto potente, che analizza la psicologia dei personaggi e mette il lettore davanti a delle crude realtà. Il problema a mio avviso è sul finale. L’autore ha intessuto un crescendo intenso e coinvolgente che porta il lettore a domandarsi come possa concludersi una storia così malata. E poi non so bene come sia accaduto ma il tutto è sfumato. La bolla si è infranta ed è rimasto un finale arido e anche un po’ inverosimile. Ci sono rimasta male, sembra che alla fine l’autore si sia chiesto come concludere questa storia e non avendo idee degne del libro scritto fin qui ha messo una pezza. Peccato perché se nel caso di Ninfee Nere, Bussi ha imbastito una trama all’apparenza monotona per confonderci e colpirci col finale, Naspini con Ossigeno ha fatto l’esatto contrario. Consigliato a chi vuole addentrarsi nella psicologia dei personaggi che ruotano attorno a un serial killer con l’avviso a non aspettarsi il colpo di scena finale perché altrimenti ne rimarrete delusi.
 
Buona lettura!

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