mercoledì 30 ottobre 2019

Recensione: L'incubo di Hill House di Shirley Jackson

Buona sera lettori! E nella giornata prima di Ognissanti mi ritrovo a recensire un altro romanzo di Shirley Jackson, L'incubo di Hill House...

L'incubo di Hill House
Shirley Jackson
Monica Pareschi
Adelphi
233
6,99
12,00
3 giugno 2016

#incipit#

Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice - e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l'esperimento paranormale in cui l'ha coinvolta l'inquietante professor Montague. È la Casa - con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole - a scegliere, per sempre, Eleanor Vance.

Ho capito una cosa, difficilmente un libro riesce a impaurirmi. Sarà che fin da piccola ho masticato pane e horror, sarà che anche King non riesce a terrorizzarmi ma solo a disgustarmi in certe sue parti splatter come in Il gioco di Gerald, sarà che forse sono assuefatta? Ad ogni modo L'incubo di Hill House mi è piaciuto ma non mi ha ansiato. Sotto questo punto di vista ho preferito di gran lunga Abbiamo sempre vissuto nel castello. Ma torniamo alla storia in questione. In breve ci troviamo assieme a un gruppo mal assortito di personaggi che vivono in questa casa che pare infestata da presenze, e loro sono li per studiare la situazione e certificarne l'infestazione. Ovviamente le presenze infestanti hanno effetti diversi sui vari personaggi che si trovano spesso spinti al delirio fin quasi alla follia. Non voglio raccontare nulla di quello che accade, la scrittura della Jackson sempre chiara ed evocativa ci fa proprio vivere e condividere gioie e paure dei nostri protagonisti, in particolare di Eleonor la più indifesa e forse per questo più suscettibile al paranormale. Da questo romanzo prendono ispirazione diversi film l, ma la serie tv uscita quest'anno è quella che più mi ha ricordato la vicenda scritta, non solo per l'azzeccato gioco di nomi e ruoli, ma anche per il crescente pathos creato. Nel libro è tutto abbastanza lineare e nonostante non sapessi dove la Jackson sarebbe voluta andare a concludere la storia, sono rimasta incollata alle pagine gustandomi ogni snocciolamento psicologico dei personaggi. Ora non mi resta che proseguire la lettura delle sue strepitose e ispiratrici storie.

Buona lettura!

2 commenti :

  1. Sono abbastanza concorde, questo libro mi ha preso molto a livello psicologico, ma non mi ha spaventato, ma del resto è difficile che accada.
    Ciononostante mi è piaciuto molto, sia per lo stile che per come si è sviluppata la trama.

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    1. si la Jackson scrive bene e se pensi che è un precursore del genere mi elettrizza ancora di più.:)

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