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lunedì 25 luglio 2016

Jem vs Gek: Il ghigno di Arlecchino di Adriano Barone

Oggi vi lascio in compagnia di un libro che ha creato uno scontro tra i miei due amici Jem e Gek. Ho letto per diverso tempo nella nostra chat comune le loro elucubrazioni e i loro amorevoli insulti reciproci. Io mi sono rifiutata di leggere e di commentare quindi lascio a loro due lo scornamento su questo libro. Ovviamente siete invitati a partecipare alla diatriba!XD baci!

“non temete le mie parole non temete le parole che costruiscono mondi respiratele cantatele e tracciate nervose spezzate libere linee nell’aria immaginate realtà create ipotesi masticate il caos escreti i sogni rigurgitate le infinite possibilità postulate meravigliosi terribili incidenti dall’uno i molti solo quando è tutto finito realizzate felicità inventate l’ombra ha formulato lo spirito ha agito per essere causa se il tempo vi è ostacolo e nemico divoratelo voraci digrignate i denti sfregateli tra loro fino a farli stridere e poi sbatteteli con forza e aprendo e chiudendo la bocca tac tac tac tac tac...tac tac tac tac tac”

No cari follower della nostra Saya non vi state sbagliando… in tutta questa bella citazione non c’è neanche l’ombra della punteggiatura, ma partiamo con calma dall’inizio.
Capita anche a me, anche se con una frequenza decisamente inferiore rispetto a Saya di cybernavigare in cerca di qualche cosa di nuovo da leggere. Di solito ottengo tutte le informazioni che mi servono da questo blog o dalle chiacchierate letterarie con la nostra guru libraria, ma in questo caso ho esagerato e mi sono imbattuto in questo stranissimo libro “Il ghigno di Arlecchino”.
La copertina mi ha stregato: fumettosa, cupa, folle e davvero ben disegnata (nerd, grafico e dall’animo gotico…) così mi sono letto la sinossi e… SBAM! Colpito e affondato!

Ovviamente mi lancio entusiasta nella comunicazione alle mie compagne di lettura: “Ragazzeeeee guardate cosa ho trovatoooooooo!” e poi… niente… la voglia di leggerlo rimane li, in coda, perché sono arenato su un altro libro che non riesco a chiudere .


Jem si lascia abbindolare dal mio entusiasmo ed essendo molto più veloce di me a leggere mi batte sul tempo, lo prende, lo legge e lo commenta con noi. Ciò che ne esce potrebbe diventare il miglior Jem’s Corner di sempre ed io colpito “nell’orgoglio” ho reagito in maniera molto signorile:

Sfangato il libro che stavo finendo mi sono buttato su questa sfida e… l’ho finito in 3 giorni! Non è un libro per il grande pubblico, forse neanche per il piccolo pubblico… più probabilmente è per una piccolissima nicchia di cui facciamo parte io e Adriano Barone, ma tant’è.

Titolo: Il ghigno di Arlecchino
Autore: Adriano Barone
Casa Editrice: Asengard
Pagine: 176
Ebook: 4,49
Cartaceo: 9,90
Pubblicazione: 1 novembre 2010

Vittima di esperimenti che lo hanno portato ad avere poteri quasi divini, ma sui quali non ha il minimo controllo, il folle Arlecchino fugge dalla prigionia impostagli fin dalla nascita. Il giullare si ritrova in un mondo in apparenza perfetto, dove la morte non esiste: insofferente a ogni tipo di regola, vittima di un destino che lo vede sempre in balia di forze che vogliono imporre l’ordine nel Multiverso, Arlecchino porta il caos nel mondo in cui è prigioniero e, liberatosi, in tutte le altre realtà esistenti, provocando ciò che i misteriosi Tracciatori vogliono prevenire ad ogni costo. E quando si scatena la sua follia, in tutti i Tracciati dell’universo risuona il ghigno di Arlecchino.

 

Le recensioni contengono spoiler
Ok, stando alla scala 5 lune dovrebbe indicare “IMPERDIBILE”, ma devo assolutamente sottolineare che questo vale per me e per la mia mente malata (eheheheh).

Un Multiverso, una realtà dove coesistono infinite realtà, infinite storie con infinite versioni di sé in infiniti tempi. Vale per tutti, ma non per una creatura che ha/avrà il potere di creare/aver creato CAOS.
Ci si capisce poco vero? Effetti collaterali di una lettura in cui tempo e spazio non seguono la normale linearità.

Questa creatura sceglie per se stessa un nome ed un destino diverso da quello che il suo creatore aveva immaginato per lui. Un bambino creato solo per essere usato scoprirà di avere il potere di liberare se stesso da ogni giogo, ma lo scotto da pagare è la sua sanità mentale.
Arlecchino, il re degli inferi, il pazzo che lotta per la sua libertà e la cui follia si esprime in molteplici forme, in eccessi estremi, nella mancanza assoluta di limiti, nella più totale e completa ricerca dell’assenza di vincoli.
Così convinto della necessità dell’esistenza del CAOS, intesa come mancanza di regole e prigioni, da arrivare ad imporre il CAOS come regola universale ad imprigionare l’intero multiverso in una caotica e folle prigione: la sua mente.

Ritengo che non esistano vie di mezzo per questo libro, ECCESSIVO in ogni aspetto: dallo stile e alla scelta di un registro narrativo che può arrivare a disgustare. O lo ami o lo “schifi”.
Io non credo che Barone avrebbe potuto scriverlo diversamente e rendere altrettanto palpabile la follia di Arlecchino, donando a questo ridanciano giullare del caos uno spessore ed una profondità che mi hanno profondamente colpito.
  Se accetterete la sfida di questo libro preparatevi dunque ad essere catapultati in un luogo da cui non si può fare ritorno perché non si può fuggire da un “punto fisso”.

Ed ora torniamo allo nostra lineare realtà in attesa dei commenti pungenti della nostra Jem XD.


Ciao a tutti! Per questo post/risposta/minaccia quello che è sono partita in quarta con insulti a destra e a manca, frasi e frasi di "Aaaaa ma non è possibile! Ma come si fa a scrivere una cosa del genere?!"
Poi ho letto il post del Gek, che si legge " Postelgek " e mi ha fatto riflettere. Sul serio Gek per un attimo ho pure provato compassione per questo povero personaggio che sacrifica se stesso, anzi la sua sanità mentale, per liberare l'umanità. Wow che profondità che acume che fantastica allegoria dell'umanità.
Poi d'un tratto mi è tornata in mente una delirante conversazione tra me, Saya e forse una ventina di persone presenti sul tram anche se più che una conversazione è stato un monologo. E Gek ti dico NO, non mi è possibile valutarne la profondità e i significati intrinsechi mi spiace il mio cervello si limita a vedere la storia, il racconto ed è un delirio! Al di là della mancanza di punteggiatura che in realtà è quello che disturba meno anzi è utile a comprenderne la follia, il CAOS che ha il nostro Arlecchino nel cervello. Ma il contenuto è devastante! Io sono rimasta scioccata dalle schifezze descritte cioè, una volta inserite masturbazioni varie (anche improvvise) che bisogno c'era di andare avanti e infilare il dito nella piaga o meglio poggiare la bocca su qualsiasi sporgenza, piuttosto che raccontare dei vermetti che si attaccano al sistema nervoso e danno piacere fino allo stremo delle forze e la sua tuta fighissima che ne assorbe il liquido e lo trasforma in chissà cosa e schifo! E il "mini-me" che lui vomita ad un certo punto? Lo guarda gli parla gli sorride e poi zac! Stacchiamogli la testa a morsi! E poi finalmente si libera, ammazza il suo creatore (insensibile e grandissimo bastardo), scappa in una delle mille mila dimensioni parallele e becca l'altro suo "padre" (il grigio) che ha creato un suo "figlio" che chiama Sbiadito ma che, poverino, non è altro che un sottomesso usato per scopi personali (non indaghiamo) e Arlecchino, mosso da un sentimento profondo e dalla compassione per questo suo "fratello" lo bacia e amoreggia con lui finché il frutto della loro unione crea una nuova vita che Arlecchino si prepara a crescere come sua figlia: la morte. Arlecchino non è madre non è padre è padre-madre. Poiché durante l'incubazione lo Sbiadito ha donato la sua vita alla piccola cosuccia che cresceva in quel guscio che altri non era che Arlecchino stesso...cioè......gente...so che sembra senza senso ma in realtà...non SEMBRA......lo È!!!

Perché raccontare per vie traverse e con una storia assurda tutto questo, quando bastava scrivere un saggio? Un qualcosa di filosofico in puro stile " l'uomo è una canna...ma una canna che pensa" (la mia prof di filosofia ride ancora dei miei commenti in proposito ne sono sicura sul mio libro dei "pensieri" di Pascal spicca, scritto con stabilo pen a punta sottile color arancio "Ma tu sei fumato!"  Beh...lo è anche questo!)

E voi direte "eh ma non capisci un cavolo..." Ebbene sì mea culpa non capisco un cavolo però ammettiamolo è un libro da malati di mente.
Per leggere un libro del genere, bisogna essere un pò fuori dagli schemi? Si beh io solitamente lo sono ma forse Gek lo sei di più.. ahahah..

Con il suo solito ghigno si era fatto attraversare gli orifizi dagli Spruzzavermi, che si adattavano ad ogni tracciato biologico, si collegavano a ogni centro del piacere che esistesse in quella anatomia e lo stimolavano fisicamente o ne stimolavano le secrezioni, ricevendo un piacere pari a quello dell'ospite. Se rimanevano troppo a lungo nel l'ospite ne provocavano la morte.... Non era il caso di Arlecchino però che sporcava di continuo i suoi clienti
sì certo, ha aperto un "localino" in una dimensione a caso con gente a caso ...ma...pronto???  ..ce la facciamo?? Evidentemente NO..

Caro Gek devo andare avanti? Non so dimmi tu...
In sostanza se non si è capito questo libro non mi è piaciuto punto.

Fateci sapere se l'avete letto e cosa ne pensate!!!

Buona lettura!

venerdì 22 luglio 2016

Recensione: Quanto ti ho odiato di Kody Keplinger

Inizialmente mi aveva incuriosita, poi siccome tardava ad arrivare in biblioteca ho pensato di vedermi il film. ò.ò ORRIPILANTE. Quindi quando è finalmente arrivato avevo perso il brio di leggerlo. Meno male che non riesco a non portare a termine le cose, per cui armata di pazienza ho iniziato Quanto ti ho odiato e alla fine non l'ho odiato poi tanto.

Titolo: Quanto ti ho odiato
Autrice: Kody Keplinger
Traduttrice: Erica Farsetti
Casa Editrice: Newton Compton
Pagine: 288
Ebook: 1,99

Cartaceo: 9,90
Pubblicazione: 16 luglio 2015


Bianca Piper ha diciassette anni, è cinica ma leale e sa benissimo di non essere la più carina tra le sue amiche. D’altronde sa anche di essere più sveglia e intelligente rispetto a molte sue coetanee, che si lasciano incantare dal fascino di ragazzi come Wesley Rush, il più corteggiato e viscido della scuola. Bianca infatti detesta Wesley. Ma dato che le cose in famiglia non vanno granché bene e Bianca è alla disperata ricerca di una distrazione, un giorno si ritrova a baciare proprio Wesley. E… scopre che le piace! Tanto che, sempre più desiderosa di fuggire dai propri problemi familiari, finisce per farci sesso e per ricorrere a questo “diversivo” ogni volta che qualcosa va storto. Ma quando viene fuori che Wesley è bravo ad ascoltare e che anche la sua, di vita, è più scombinata del previsto, Bianca intuisce che la situazione le sta sfuggendo di mano e si rende conto con terrore che potrebbe essersi innamorata proprio del nemico…

RECENSIONE
Ho letto questo libro con la consapevolezza di leggere qualcosa di infantile. Dopo aver visto il film avevo anche quasi cambiato idea. Ma poi la curiosità del confronto ha avuto la meglio. Vengo catapultata in un liceo a seguire Bianca, una ragazza normalissima, circondata da due migliori amiche molto belle. Ma non si accenna al fatto che lei sia brutta, semplicemente è meno bella delle sue amiche e per questo il "figo" della scuola la etichetta come DUFF: Designated Ugly Fat Friend. Ma Bianca ha problemi ben più gravi dei classici drammi adolescenziali. Infatti ha una famiglia in sfacelo. La madre sempre in giro a fare la yes woman, abbandona al loro destino padre e figlia. Padre, fra parentesi ex alcolizzato. Quando i documenti del divorzio compaiono magicamente in casa Bianca sarà costretta ad assistere al lato peggiore di suo padre. Un lato che non pensava di dover mai vedere. In tutto questo caos la protagonista scopre un modo per sfuggire alla sua vita. Anche solo temporaneamente. Ne diventa assuefatta e lo paragona alla droga. Una finestra sempre aperta per fuggire quando le cose diventano troppo. Fragile, si nasconde dietro a una rete di segreti e bugie, prova a risollevarsi da sola, senza rendersi conto di aver bisogno di aiuto tanto quanto suo padre. Nel complesso è stata una scoperta. Ben diverso da quello che mi aspettavo dopo aver visto l'orrendo film dal titolo pure punteggiato L'A.S.S.O nella manica. In ogni caso non è una storia impegnata e imperdibile, semplicemente non è stata così malaccio come mi prospettavo. Come anticipavo in un altro post, leggerò sicuramente un altro libro dell'autrice perché il suo stile è fresco e giovanile anche se non amo molto i vocaboli volgari inseriti nei romanzi, ma qui non so se sia colpa dell'autrice o della traduzione, bisognerebbe vagliare l'originale.

Libri
Quanto ti ho odiato
TVB (settembre 2016)

Autrice
Kody Keplinger è nata e cresciuta in una piccola città del Kentucky. Dal suo bestseller di esordio, Quanto ti ho odiato, è stato tratto il film L’A.S.S.O. nella manica. Vive a New York, scrive a tempo pieno e insegna in workshop di scrittura. Per saperne di più su di lei: www.kodykeplinger.com

Traduttrice
Erica Farsetti per l'elenco delle sue traduzioni cliccate QUI


Buona lettura!

mercoledì 20 luglio 2016

Viaggiando, Scoprendo..Sarah J Maas

Sento parlare tantissimo di Sarah J Mass..ma chi è e cosa scrive non lo so.. o meglio non lo sapevo fino a oggi che ho deciso di spulciare sul web. In pratica ha scritto due saghe famose e lunghe. La prima è stata proposta in Italia con i primi due romanzi e il terzo in pubblicazione il 30 agosto. Si tratta della serie Throne of Glass composta da 6 romanzi. Ma la serie che mi ha veramente incuriosito ancora in Italia non è giunta ed è composta da ben 8 libri di cui solo i primi due sono stati pubblicati in lingua. Si tratta di un retelling della Bella e la Bestia ♥ e chi mi conosce sa quanto adori questa storia. A Court of Thorns and Roses ha trama e cover accattivanti e vorrei proprio averla tra le mani, ma dato il mio scarso inglese momentaneamente ho pensato di ripiegare su Il trono di ghiaccio. Certo è che se il ritmo di pubblicazione della Mondadori è questo la serie non finirà prima del 2020. Quindi rimando..anche se ne sento parlare davvero bene. Ho inoltre scoperto questa falla nella pubblicazione magari qualcuno mi sa dare delucidazioni aggiuntive. Vedo che la serie è composta da 5 novelle prequel del primo libro e che in Italia sono state pubblicate in ebook solo la 1-3-4-5, al che la domanda sorge spontanea...ma la 2 dov'è? ò.ò

Titolo: Il trono di ghiaccio
Serie: Throne of Glass #1
Autrice: Sarah J. Mass
Traduttrice: Francesca Novajra
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 468
Ebook: 8,99
Cartaceo: 17,00
Pubblicazione: 21 maggio 2013

Nessuno esce vivo dalle miniere di Endovier. Celaena, la migliore assassina nel regno di Adarlan, è lì rinchiusa da un anno e quando le offrono la possibilità di diventare sicario di corte, non esita neppure un istante ad accettare. Ma la lotta è appena all'inizio: Celaena deve affrontare ventitré contendenti. Se vincerà, diventerà la paladina del re e dopo quattro anni di servizio sarà libera. Il Principe Ereditario è il suo maggiore alleato. Il Capitano delle Guardie la protegge. Entrambi la amano. Ma l'amore e il talento non bastano per vincere. Nel castello un pericolo insidioso è in agguato, e ben presto Celaena capisce che le persone di cui fidarsi sono sempre meno... A lei spetta il compito di estirpare l'oscura minaccia, prima che distrugga il loro mondo.
Titolo: La corona di mezzanotte
Serie: Throne of Glass #2
Autrice: Sarah J. Mass
Traduttrice: Francesca Novajra
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 432
Ebook: 8,99
Cartaceo: 17,00
Pubblicazione: 10 giugno 2014

Celaena è sopravvissuta ai lavori forzati nelle tremende miniere di Endovier e ha vinto la gara all'ultimo sangue per diventare la paladina del re. Da mesi il suo compito è uccidere per conto del sovrano, ma lei non ha mai rispettato il giuramento di fedeltà al trono: ha concesso alle vittime la possibilità di fuggire e ne ha inscenato la morte. Nessuno conosce il suo segreto, né il valoroso Chaol, l'amico e confidente di sempre, né il principe Dorian, ancora innamorato di lei. Ma quando una notte, in un corridoio buio, Celaena scorge una figura avvolta in un mantello nero, un altro segreto irrompe nella sua vita: nei sotterranei della fortezza cova una minaccia oscura e devastante, forse legata agli antichi riti magici banditi dal regno... È il momento delle scelte: contrastare questa magia ancestrale o andarsene? Abbandonarsi a un nuovo amore o rinunciare?

Throne of Glass
0.1 L'assassina e il signore dei pirati
0.2 The Assassin and the Healer
0.3 L'assassina e il deserto
0.4 L'assassina e il male
0.5 L'assassina e l'impero
1. Il trono di ghiacchio
2. La corona di mezzanotte

3. La corona di fuoco (30 agosto)

4. Queen of Shadows
5. Empire of Storms
6. senza titolo

Buona lettura!

venerdì 15 luglio 2016

Recensione: La ragazza del treno di Paula Hawkins

Di solito non leggo i libri che spacciano come fenomeni. Ne rimanevo spesso delusa per cui ho optato per non considerarli più. Poi arriva La ragazza del treno e la curiosità vince ogni mia titubanza. Meno male aggiungerei!*.*

Titolo: La ragazza del treno
Autrice: Paula Hawkins
Traduttrice: Barbara Porteri
Casa Editrice: Piemme
Pagine: 306
Ebook: 9,90

Cartaceo: 19,50
Pubblicazione: 23 giugno 2015


La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista,  le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono  Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?

RECENSIONE
Ho pazientemente aspettato che questo libro arrivasse tra le mie mani. Volevo sapere cosa lo rendesse un fenomeno mondiale. Credevo che la storia fosse abbastanza banale, una ragazza va sul treno tutte le mattine e tutte le sere e dal finestrino vede un efferato delitto. Una sorta di "la finestra sul cortile". Non mi sarei mai aspettata di imbattermi in questa storia intensa e pregna di Rachel. Lei, la ragazza del treno, ma non la ragazza che tutti ci aspettiamo. Lei è un'alcolista. Ha solo trent'anni ed è un'alcolista. Prende il treno tutte le mattine per non confessare alla sua coinquilina che è stata licenziata. Ma perché beve? Era sposata e la sua vita è andata a rotoli. Non può avere figli. Il marito si è trovata un'altra con cui creare una famiglia. Ma lei beveva già prima, quando viveva con lui. E così attraverso i giorni bui di Rachel viviamo la sua triste e anche deprimente vita, prendiamo il treno e vediamo le case che costeggiano la ferrovia. Ci affezioniamo a Jess e Jason due persone idealizzate da Rachel durante i suoi viaggi quotidiani. Ma poi una mattina tutto viene capovolto e Rachel si ritrova implicata in qualcosa più grande di lei che non farà altro che confonderla e portarla ancora più a fondo. Ma si sa, una volta toccato si può solo risalire. La scrittura e la trama della Hawkins sono originali e entusiasmanti. Mi hanno tenuto incollata alle pagine e anche quando chiudevo il libro continuavo a tornare con la mente alle vicende di Rachel e al suo stato perenne di ubriachezza. I suoi buchi temporali sono diventati i miei, ho provato quello che provava lei, e ho cercato di risolvere il mistero che si celava dietro a Megan e Anna, le altre due voci di questo incredibile romanzo. Non posso che accodarmi alla massa entusiasta e promuovere il romanzo a pieni voti. Anche se una volta terminato, la sensazione di malessere che provava Rachel mi è rimasta appiccicata. Andrà via, ma senza fretta. Voglio crogiolarmici ancora per un po'.

Autrice
Paula Hawkins, ha lavorato quindici anni come giornalista prima di dedicarsi alla scrittura. La ragazza del treno è il suo primo thriller. Venduto agli editori di tutto il mondo prima ancora dell’uscita, è stato opzionato da Dreamworks.

Traduttrice
Barbara Porteri per l'elenco delle sue traduzioni cliccate QUI


Buona lettura!

giovedì 14 luglio 2016

Gek's Raids: Sopdet La stella della morte di Lara Manni

Cari Followers di Vivere in un Libro rieccoci qui, dopo un anno dalla recensione del primo capitolo di questa trilogia, finalmente alla resa dei conti con la seconda avventura narrata da Lara Manni.
Dopo la lettura dell’ebook di Esbat mi ero buttato alla ricerca degli altri due libri scoprendo tristemente che l’editore non aveva investito nella versione digitale delle due parti mancanti. Preso dallo sconforto tecnologico mi ero rintanato in un angolino piangendo con le mani sulle orecchie e dondolandomi avanti e indietro.
Sono stato salvato da Saya che, forse intenerita da un povero nerd affranto, ha pensato bene di regalarmi le versioni cartacee di Sopdet e Tanit dandomi così l’occasione di concludere questa saga!
Ed è così che mentre voi leggevate la mia recensione di Esbat, io scartavo il mio regalo e mi preparavo a reimmergermi nel mondo fantastico di Ivy, Hyoutsuki e Yobai… beh quasi.
Come sapete non sono proprio un fulmine a leggere e quindi per smaltire una piccola parte della coda che mi si era accumulata ho dovuto rimandare l’inizio di Sopdet a la scorsa estate… e la fine a metà novembre O.o…

Titolo: Sopdet. La stella della morte
Serie: Esbat #2
Autrice: Lara Manni
Casa Editrice: Fazi
Pagine: 378
Cartaceo: 18,50
Pubblicazione: 11 febbraio 2011


Nati sulle pagine di uno dei manga più famosi, i demoni Hyoutsuki e Yobai hanno preso sembianze umane e grazie a una congiunzione astrale hanno valicate le soglie della loro dimensione e raggiunto il mondo degli umani. Ivy, un’adolescente romana, da sempre appassionata lettrice, sogna di poter incontrare Hyoutsuki. Non sa ancora che sarà proprio lei a salvarlo, cambiando il finale della sua storia. Hyoutsuki e il suo mortale nemico Yobai sono impegnati da millenni in una partita fatale che nelle pagine del libro di Lara Manni tocca tre diversi momenti della storia italiana: sul Carso, durante la prima guerra mondiale; sul lago di Meina, fra l’armistizio e Salò; a Roma, nel 1977. Combattono per uccidere o per proteggere Ivy, che nel tempo presente fugge da altri nemici e conosce nuovi alleati. Ma quando i mondi si incontrano non c’è comunque scampo. I demoni diventano più simili agli uomini, e gli uomini – e le donne – acquistano poteri che forse non desiderano. Perché c’è una soglia, tra luce ed ombra, che non può essere violata nemmeno con lo sguardo. Ma cosa accade a un demone quando entra in contatto con il mondo degli uomini, e ne conosce gli orrori?

Esbat
1. Esbat
2. Sopodet. La stella della morte
3. Tanit. La bambina nera


La recensione conterrà spoiler.

È passato un po’ di tempo dai fatti narrati in Esbat, la giovane Ivy sta faticosamente cercando di riprendere una vita normale dopo aver conosciuto e toccato con mano l’affascinante e terrificante mondo de “La leggenda di Moreu”, ma prima ancora di riuscire a risollevarsi dallo stato di depressione in cui è caduta la sua vita viene di nuovo messa a repentaglio.

Un trio di donne anziane che lottano con ferocia inaudita per salvare la vita “presente” alla piccola e dolce Ivy; un demone fiero ed orgoglioso che salta di tempo in tempo nel tentativo di ostacolare i piani del suo acerrimo rivale che tenta di cancellare il “presente” annientando il “passato” e i capricci di una Dea che gioca con la vita di uomini, mezzi demoni e demoni, seguendo il suo articolato piano con uno scopo oscuro.


In questo capitolo non si salta da un mondo all’altro (quasi mai se non altro) ma i viaggi sono attraverso il tempo, tre momenti storici correlati da una linea di “sangue” da cui dipende non solo la vita di una giovane adolescente romana, ma l’essere stesso di due antichi rivali che scopriranno di poter essere ciò che odiano di più.


Ora passiamo al voto, tre lune. Perché solo tre? La storia è interessante ricca di colpi di scena e una volta abituati ai salti avanti e indietro nel tempo neanche particolarmente complicata da seguire. Quindi? Perché solo tre lune? Beh, la risposta è… perché ci ho messo quasi 3 mesi a leggerlo O.o’. Ok che non sono velocissimo, ma qui non dipende dalla mia rapidità, ma dal fatto che, come Saya con la Rice - che io invece ho divorato - non riuscivo a leggere più di tre pagine alla volta. Non che la Manni scriva male anzi, ha un ottimo registro, ma questa serie è molto “giapponese", un giapponese feudale tipo libro di gesta samurai condito di profondissime riflessioni sull’esistenza della vita e del perché delle cose. Molto spesso mi trovavo a domandarmi “E quindi????? STRINGIAMO????” Capisco che due dei protagonisti arrivassero da quel mondo, ma...


Ora mi ci vuole una pausa con libri più veloci e scorrevoli, ma non mancherò di chiudere questa saga perché ora devo assolutamente sapere qual è il piano finale della Dea.


Ciao a tutti e alla prossima incursione!