venerdì 10 febbraio 2017

Recensione: Tredici di Jay Asher

Venerdì il tanto atteso ultimo giorno della settimana lavorativa! Oggi vorrei farvi compagnia con una storia che fa riflettere su un tema difficile e controverso. A Marzo uscirà la serie Netflix ispirata a questo romanzo per cui presa dalla notizia mi sono subito tuffata tra le pagine di Tredici di Jay Asher.

Titolo: Tredici
Autore: Jay Asher
Traduzione: Lorenzo Borgotallo
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 246
Ebook: 6,99
Pubblicazione: 29 gennaio 2013

Clay Jensen torna a casa da scuola e davanti alla porta trova un pacchetto indirizzato a lui, ma senza mittente. Dentro ci sono sette cassette numerate con dello smalto blu. Clay comincia ad ascoltare: le ha registrate Hannah Baker, la ragazza di cui Clay è innamorato da sempre. La stessa ragazza che si è suicidata due settimane prima. Hannah ha registrato tredici storie, una per lato, una per ogni persona che in un modo o nell'altro l'ha spinta verso la decisione di togliersi la vita. Ma lui cosa c'entra? Clay è sconvolto, vuole capire fino in fondo, scoprire quale ruolo ha svolto. Per tutta la notte, guidato dalla voce di Hannah, Clay ripercorre gli episodi e i luoghi che hanno segnato la vita della ragazza e che come tante piccole palle di neve si sono accumulati fino a divenire una valanga in-controllabile. Per tutta la notte, con la voce nelle cuffie, Clay si tuffa nei ricordi, nei rimpianti, e si tormenta cercando di capire cosa sarebbe successo se...

RECENSIONE
 
Quante ragioni servono per far sì che un suicidio diventi comprensibile? Il tema del suicidio per me è sempre stato molto controverso. Non sono mai stata incline a questa via di fuga. Un po’ per credenza un po’ per forza di reagire, questa scappatoia da una vita troppo difficile non è mai stata contemplata. Per cui ho fatto un grande sforzo cognitivo per cercare di capire le ragioni, tredici per l’esattezza, che hanno portato la protagonista Hannah a togliersi la vita. Le ha incise su audio cassette e tramite una semplice spedizione a catena ha fatto sì che tutti i responsabili degli atti che hanno portato Hannah a prendere questa decisione, diventassero consapevoli delle loro azioni. Estraniandomi dal contesto credo che l’idea sia originale e mi ha parecchio incuriosito il suo svolgimento narrativo. Noi “ascoltiamo” le cassette attraverso le orecchie di Clay, uno dei tredici protagonisti della vita di Hannah. Il disagio di Clay di trovarsi su questa lista diventa il nostro e man a mano che ascolta le cassette cresce la voglia di sapere cosa Clay abbia fatto per trovarsi li. Alla conclusione del romanzo resta una sensazione di vuoto. Un serie di se sospesi per aria. Se solo non avessi agito così…Se solo non avessi detto...  Prese singolarmente le “ragioni” di Hannah sono banali, non gravi a tal punto da giustificare un’azione tanto brutale, ma bisogna guardare il quadro d’insieme di questa ragazza che giorno dopo giorno ha perso pezzi di se stessa. Solitudine. Ad un certo punto non vedeva più persone in grado di aiutarla ma solo conferme della decisione presa. Se da un lato ci vuole coraggio anche solo a pensare di togliersi la vita dall’altra è comunque una decisione da codardi. Continuo a pensare che affrontare le situazioni che ci opprimono e risolverle sia il modo giusto per diventare persone forti e intraprendenti. Il fatto che tu non veda una via d’uscita alternativa al suicidio non fa sì che questa via d’uscita non esista. Ma mi rendo conto che è facile, per una persona che si ritrova in una situazione o in una serie di situazioni difficili, vedersi sola e abbandonata da tutti e quindi perdere le speranze e la voglia di reagire e di vivere. Non lo giustifico. Ma leggendo Tredici ho provato a capire come si dovesse sentire Hannah. E nonostante il mio essere mi avrebbe fatto reagire diversamente posso comprendere un pochino cosa Hannah ha passato e come dentro di lei ci fosse stato il cambiamento più grande. Probabilmente l’autore avrebbe dovuto concentrarsi molto di più sull’abbandono dei familiari di Hannah. Perché per quanto quello che ti possa succedere a scuola o con i tuoi coetanei sia orribile se hai alle spalle una famiglia, due genitori che ti sostengono e ti amano, una decisione così drastica difficilmente sarebbe stata presa. Intenso e struggente mi ha lasciato un buco nel petto, una sensazione di incompletezza, come se non fossi stata in grado di salvare Hannah. Ora sono proprio curiosa di vedere la trasposizione di Netflix, saprà lasciare le stesse sensazioni? E il messaggio che passerà sarà quello giusto?



Autore
Jay Asher è nato ad Arcadia, in California, il 30 settembre 1975. E 'cresciuto in una famiglia che ha incoraggiato tutti i suoi interessi, dal suonare la chitarra alla scrittura. Dopo il diploma ha frequentato il Cuesta College, ed è qui che ha scritto i suoi primi due libri per bambini per una classe chiamata Children’s Literature Appreciation. A questo punto della sua vita, aveva deciso che voleva diventare un insegnante di scuola elementare. Si è poi trasferito al California Polytechnic State University di San Luis Obispo, dove ha lasciato il suo ultimo anno al fine di perseguire la sua carriera di scrittore. Le sue molteplici esperienze lavorative hanno avuto un forte impatto su alcuni aspetti della sua scrittura. Ha scritto diversi libri illustrati e sceneggiature. Tredici scritto nell'Ottobre del 2007, ha vinto numerosi premi ed ha ricevuto cinque stelle da Teen Book Review. Ha anche ricevuto buone recensioni da autori come Ellen Hopkins, Chris Crutcher, e Gordon Kormon.

Traduzione di Lorenzo Borgotallo

 
Buona lettura!

3 commenti :

  1. Attendevo la tua recensione... :)
    Abbiamo lo stesso punto di vista sull'argomento, diciamo che il suicidio più che la scelta più coraggiosa secondo me è la scelta più facile.
    Molto spesso anche nei fatti di cronaca che ascoltiamo quotidianamente, chi arriva a questo gesto è spinto da motivi apparentemente futili, le persone che hanno realmente la vita contro lottano per difendersi anche da se stessi.
    È un argomento delicato, magari l'autore mi aiuterà a capire il punto di vista di chi non ha più voglia di lottare.

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  2. ho letto il libro diversi anni fa e, se da una parte sono rimasta colpita e "inorridita" dal tema e dalle cassette, per un altro verso ho trovato il tema centrale, il suicidio appunto, trattato in modo troppo "leggero" anche se una parte del messaggio arriva al lettore. Probabilmente se lo avessi letto da adolescente l'averi pensata diversamente... Ottima recensione comunque ;)

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  3. Ciao Sara, è un argomento molto difficile da trattare e secondo me cerca proprio di spiegare il punto di vista di chi non solo non riesce ma a un certo punto non vuole più farsi aiutare.
    Ciao Bookland, in effetti sembra che il romanzo tratti il suicidio superficialmente e probabilmente non lo consiglierei a degli adolescenti perché secondo me il messaggio è ben più profondo e non so se un ragazzo in quell'età abbia la testa per capire fino in fondo di cosa si sta parlano. Grazie :)

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